Cinquant’anni del Premio Elba - Raffaello Brignetti


Arrivando all'Elba nel maggio 1814 Napoleone si era portato dietro 146 volumi, scelti personalmente dalla biblioteca di Fontainebleau, come nucleo fondativo della sua futura biblioteca, che non a caso alla Villa dei Mulini era sistemata proprio a fianco della sua camera da letto. I libri erano per lui un indispensabile strumento di conoscenza e di lavoro. Tra i tanti aforismi che coniava con stupefacente facilità ce n'è uno che recita: “Le cose più importanti al mondo si realizzano grazie alla cultura”.

Qualcosa di quell'imprinting si è fissato indelebilmente negli elbani, che con lui sono entrati nella grande storia europea, se da allora hanno maturato la consapevolezza di chi sa che solo andando oltre i confini naturali, misurandosi con l'ignoto, si diventa se stessi. La frontiera invisibile che corre tra terra e mare può diventare una finestra aperta sul mondo. Quando all'inizio degli anni '60 un gruppo di letterati toscani animato da Geno Pampaloni e Rodolfo Doni ha dato vita al Premio, l'ambizione era proprio quella di immaginare una sorta di isola di Utopia culturale, capace di accogliere e coronare grandi spiriti, non solo italiani e non sono narratori.

Lo sguardo era già europeo, e non si faceva limitare dalla divisione in generi e discipline, perché il vero sapere deve coltivare gli ibridi, incrociare le esperienze e i linguaggi. Ed ecco che all'Elba sono arrivati poeti come Gatto e Montale, scrittori come Böll, Landolfi e Klüge, storici come Denis Mack Smith. Tra i finalisti, spiccano nomi illustri come quelli di Pasolini e Zanzotto, Max Frisch e Solzenicyn, e di critici come Cesare Segre. Un ventaglio di proposte di alta qualità che mettevano liberamente in dialogo discipline diverse, in un'epoca dominata dai dogmatismi ideologici. L'autorevolezza delle scelte ha presto accreditato il Premio tra i riconoscimenti più prestigiosi.

Dopo un'interruzione di dieci anni, ha aggiunto al suo blasone il nome di Raffaello Brignetti, l'autore del Gabbiano Azzurro, che aveva fatto dell'Elba la sua patria elettiva, trasfigurando il mare nello specchio metaforico delle sfide della vita. Dal 1984 il Premio ha ripreso il suo dialogo con le correnti più vive della cultura contemporanea grazie alla generosità, alla dedizione e alla sensibilità di Alberto Brandani, un manager convinto che il libro sia un indispensabile volano di sviluppo. È stata davvero una crudele beffa del destino quella che lo ha privato della soddisfazione di festeggiare i cinquant'anni del Premio, di cui curava amorevolmente ogni minimo dettaglio organizzativo, in modo da trasformare l'appuntamento annuale in un festoso incontro tra amici.

Sono così arrivati altri allori significativi: tra i tanti, Mircea Eliade, Michel Tournier, Elemire Zolla, Mario Luzi, Maria Luisa Spaziani, Muriel Spark, Javier Cercas, Domenico Starnone.

Grazie all'impegno dei giurati e alla disponibilità dei lettori che fanno parte della giuria popolare, il Premio Elba Brignetti è rimasto fedele alle ambizioni dei fondatori e alla propria vocazione: un luogo di confronto nel segno di una ricerca mai appagata dei risultati raggiunti, che vuole saldare tradizione e rinnovamento, memoria e progetto, misura e slancio. Quelle barche di carta che sono i libri restano i vascelli più affidabili per affrontare i mari di una contemporaneità tanto drammaticamente complessa, per riaffermare ancora una volta la responsabilità della parola e della scrittura.

Ernesto Ferrero
Presidente della Giuria Letteraria


In occasione della Cinquantesima edizione del Premio letterario Elba- Brignetti, il Comitato Organizzatore ha deciso di pubblicare un aggiornamento alla rivista, completando con la storia degli ultimi dieci anni il già pregevole lavoro che riassumeva le precedenti annate del Premio con le cerimonie di premiazione, gli autori premiati e le motivazioni della Giuria letteraria. Il Premio risale al lontano 1962 e, dopo un'interruzione decennale, aveva ripreso il suo cammino con nuovo vigore grazie a personaggi di grande spessore appartenenti al panorama culturale come Alfonso Preziosi, Rodolfo Doni, Giorgio Varanini e Gaspare Barbiellini Amidei.

Si costituì un nuovo comitato presieduto da Dario Gasperini e il Premio fu intitolato alla memoria dello scrittore Raffaello Brignetti. E' doveroso ricordare l'apporto fattivo e appassionato di Boris Procchieschi, Elio Niccolai, Giancarlo Castelvecchi e Antonio Bracali; questi ultimi hanno poi guidato con competenza per molti anni il Comitato promotore. A loro va un affettuoso e grato ricordo.

L'eccellente lavoro della Giuria letteraria e l'importante contributo della Giuria popolare hanno portato il nostro Premio ad assumere un'importanza sempre crescente fino a diventare uno dei premi più apprezzati in ambito nazionale e una delle manifestazioni culturali di spicco della nostra isola. Per quasi trent'anni la giuria letteraria è stata guidata dal Professor Alberto Brandani, uomo di grande cultura e capacità organizzative, vero perno su cui si sono basate tutte le nostre attività. Purtroppo il nostro caro Alberto ci ha lasciati poco tempo dopo l'edizione dell'anno scorso, lasciando un vuoto incolmabile in tutti noi e in tutti coloro che lo hanno conosciuto e apprezzato le sue doti umane e intellettuali.

L'Edizione 2022 segna un momento estremamente significativo sia per il grande obbiettivo raggiunto dei cinquant'anni, sia perché è un'edizione nel ricordo del caro Amico Alberto Brandani. Un'edizione che non rappresenta solo un grande traguardo, ma una solida base per nuovi e importanti obiettivi.

In questa direzione si è già mossa la Giuria letteraria che ha eletto alla sua presidenza Ernesto Ferrero e il Comitato Promotore, integrato da nuovi elementi che, sotto la guida di Roberto Marini, hanno lavorato per organizzare tutto quanto è necessario per la buona riuscita della serata finale e con lo sguardo già rivolto al futuro.

Vorrei concludere ringraziando tutti coloro che stanno contribuendo sotto forma di sponsorizzazioni per il successo del nostro Premio e un particolare ringraziamento va al Comune di Portoferraio da sempre al fianco del Premio.

Giorgio Barsotti
Presidente del Comitato Promotore


Buon viaggio Professore

E’ un giorno triste per tutti coloro che hanno avuto modo di conoscerlo. Un grande uomo, che ha nutrito una profonda passione per la politica, un uomo di cultura, un grande manager, che ha rivestito importanti incarichi a livello nazionale. Presidente di Federtrasporto e della Fondazione Formiche, ma, soprattutto per l’Elba, Presidente del Premio Letterario Brignetti. Da sempre si è prodigato per renderlo grande così da farlo arrivare tra i primi “Premi” nel panorama
nazionale e farlo essere un vanto per la nostra Isola.
Sono certo che anche in questo momento il suo innato ottimismo lo porterebbe a dire: "andiamo avanti..."
Ci mancheranno i tuoi consigli, la tua saggezza; il cellulare che squilla dopo mezzanotte per un semplice : "come andiamo?"
Ci mancheranno le nostre colazioni; le cene tra amici nella terrazza Martini.
Ci mancheranno i nostri viaggi, le feste di compleanno, gli anniversari, il pranzo di Sant'Alberto; gli allenamenti dove ci raccontavi le esperienze del passato, ma più i progetti futuri.
Ci mancherà il tuo sguardo divertito di fronte alle nostre intemperanze, i tuoi voti dopo ogni cena, il tuo continuo supporto nelle difficoltà.
Ma rimangono in noi ben saldi i tuoi insegnamenti: l''amore per la famiglia, la pazienza coi figli, la passione per tutto ciò che è bello perché arricchisce lo spirito, l'importanza nella vita di avere dei cari amici, di dedicarsi sempre alle proprie passioni con onestà e fermezza; che in fondo al buio c'è sempre una luce e soprattutto di non dimenticarsi di ringraziare nostro Signore. Ci resteranno i tuoi motti: "contentiamoci", "Andiamo avanti" e ricordate "una telefonata può salvare anche una vita"... Si caro Prof. ci mancherai, ci mancherai tantissimo, ma tantissimo di te oggi è in noi. Ne siamo certi e ne siamo orgogliosi.
Buon viaggio Prof! Sono certo che ci ritroveremo.

Roberto Marini
Presidente del Comitato Promotore


Raffaello Brignetti

Ci sono scrittori che possono considerarsi, in un certo senso, i "lari" del territorio in cui affondano le radici. Da quelle radici hanno tratto alimento di concreta umanità, di conoscenza, di specificità culturale. Hanno però voluto e saputo ricambiare i doni ricevuti, donando a loro volta, mediante l’opera, alla propria terra un soprappiù di consapevolezza e comprensione: lasciando, secondo la felice espressione pascoliana, "più vita di ma".

In questa benemerita famiglia di scrittori Raffaello Brignetti occupa una posizione ragguardevole per aver fatto, se così si può dire, "esistere di più", attraverso la durata della scrittura letteraria, aspetti, atmosfere, qualità specifiche, tratti linguistici dell’isola natia, da lui sollevata in una regione di mito e di poesia senza perder di vista il quotidiano, il concretamente umano.

Dalle pagine della critica più avvertita su Brignetti emerge uno scrittore antiaccademico e non intellettualistico, interprete dello smarrimento contemporaneo. Uno scrittore controcorrente, capace di oltrepassare l’imperante realismo in una più ampia idea di verità. Non solo scrittore marino, ma pensoso indagatore dei problemi dell’essere, osservati nello specchio del "grande mare".

Estratti dalla pubblicazione del 2003 "PREMIO LETTERARIO ISOLA D’ELBA DAL 1962 AD OGGI" a cura del Comitato Promotore, testi e ricerche di Stefano Bramanti.

Emerico Giachery