IL TERZO FINALISTA, LIVANELI

FELICITA', IL ROMANZO DELLA SPERANZA
Icilio Disperati, manager del Premio Elba, ha contattato più volte lo scrittore turco, Omer Zulfu Livaneli, autore di "Felicità" (Gremese). Lo ha invitato al "Caffè letterario", iniziativa che sta riscuotendo un crescente successo. "Un evento che consente - ha detto il direttore dell'Apt -di dialogare pubblicamente con i finalisti del Premio letterario dedicato alla memoria di Brignetti. Personaggi di livello internazionale. Una occasione di crescita culturale per il nostro territorio, vista anche la partecipazione di scolaresche ". Ma Livaneli non ce l'ha fatta a partecipare in questo maggio napoleonico. Sarà presente all'Elba solo nel caso conquisti la vittoria. Cosa che potrebbe essere possibile, stando ai sondaggi presenti nel sito del concorso elbano. Il turco se la vede con gli altri due scrittori arrivati alla selezione finale. La votazione on line registra preferenze ora per lo scrittore di Ankara, ora per l'ischiano Longo che ha firmato "Dieci" (attualemnte in testa l'italiano), a seguire Echenoz autore di "Ravel". Ma il sondaggio ha un valore relativo e la decisione reale verrà dalla votazione del 5 giugno, fatta dai  45 giudici-lettori e dai 15 membri della giuria letteraria, presieduta da Alberto Brandani.
" Il libro dello scrittore turco- commenta Disperati- è di particolare qualità, come del resto lo sono gli altri finalisti. Il romanzo dice, in estrema sintesi, di una sorta di rivincita del progresso, su assurde tradizioni secolari. L'autore denuncia con forza il bisogno del suo popolo, di uscire da situazioni che niente hanno a che fare con la giustizia e la democrazia". Ma vediamo, in breve, di cosa tratta il romanzo di Livaneli.

 

IL ROMANZO DI LIVANELI
Meryem ha quindici anni. Nella Turchia musulmana più retrograda, è violentata dallo zio, leader religioso del paese. Per il costume locale lei è la colpevole ed è tenuta prigioniera in una baracca per giorni, nell’attesa che trovi la forza di impiccarsi, per salvare l’onore della famiglia. Ma lei non cede. Cemal, il cugino della giovane, viene scelto come suo carnefice. Il delitto dovrà accadere durante un “viaggio a Istanbul”,  per lei senza ritorno. Questa volta il rituale non si compie. Arrivati in città, i due giovani scoprono una realtà cosmopolita nella quale le ragazze hanno tolto il velo e i figli non obbediscono ai genitori. Cemal perde le sue certezze e non riesce ad uccidere la ragazza. La conduce verso la costa turca dove incontrano Irfan. Un uomo colto che ha studiato ad Harvard, e ora insegna. Ha successo, ma rinnega una cultura turca tradizionale in cui non si riconosce. Decide di abbandonare tutto, e parte per un viaggio sulla sua barca e conosce i due ragazzi, ai quali offre di lavorare a bordo. L’incontro modificherà in maniera irreversibile le vite dei tre personaggi. Per Meryem: comincerà il tempo del riscatto, grazie agli insegnamenti del professore, capaci di aprirle un mondo completamente nuovo.. Felicità è stato tradotto in Francia, negli Stati Uniti, in  Svezia e altrove. Una parabola sulla presa di coscienza individuale, ma è anche il grande affresco di un paese in trasformazione, in un incerto equilibrio tra Oriente e Occidente, spiritualità e laicità, tradizioni arcaiche e ambizioni moderniste.  Una ragazzina inconsapevole, un soldato abbrutito dalla violenza, un intellettuale in crisi: tre destini che si incrociano per raccontare le diverse anime della Turchia di oggi.

 

LA CARTA D'IDENTITA' DELL'AUTORE
Nato ad Ankara sessant’anni fa, Livaneli è un artista eclettico. Come scrittore ha all’attivo quattro romanzi tradotti in 11 lingue in tutto il mondo, un volume di racconti e saggi di argomento politico. Come musicista ha composto più di 300 canzoni, con collaborazioni con Joan Baez, Mikis Theodorakis a Zubin Metha, e ha vinto un premio Tenco. Ha all’attivo tre film da regista, uno dei quali prodotto da Wim Wenders e ha vinto vari premi in diversi festival internazionali. Un discorso a parte merita l’attività politica: dopo aver conosciuto il carcere per le sue battaglie per i diritti umani, Livaneli ha abbandonato la Turchia, peregrinando tra Francia, Grecia e Svezia, ma vi ha fatto ritorno per rinnovare il suo impegno a favore della pace e della coesistenza tra i popoli. Ha fondato il Comitato per l’amicizia greco-turca, il Movimento per la pace turco-curda e, nei numerosi forum e associazioni internazionali di cui fa parte, ha lavorato a stretto contatto con Michail Gorbaciov ed Elie Wiesel. Attualmente è deputato al Parlamento turco, eletto nel Partito popolare repubblicano, e ambasciatore dell’Unesco.

 

(s.b)
notizie elaborate dal sito: www.gremese.com

 
A MASCIARELLI E LA SUA BAND LA CONDUZIONE DELLA SERATA FINALE DEL PREMIO ELBA

PORTOFERRAIO. Stefano Masciarelli, noto attore, comico e doppiatore, accompagnato dalla sua Band, sarà il conduttore-animatore della serata conclusiva del premio letterario Isola d'Elba, concorso di caratura internazionale dedicato alla memoria di Raffaello Brignetti. Scenderà in pista o meglio in piazza Matteotti a Capoliveri alle 21.30 della 14 giugno prossimo, nell'evento che definirà il vincitore numero 36 del premio che ha per madrina Mara Grazia Cucinotta. "Una scelta azzeccata- commenta Icilio Disperati, presidente del Comitato promotore- fatta d'intesa con Alberto Brandani presidente della giuria. Abbiamo scelto Masciarelli per avere un personaggio in grado di dare ritmo e lustro alla serata finale, sostenuta dal Monte dei Paschi di Siena e dagli Enti locali, tra cui il Comune locale, l'Aee, la Provincia e altri". La vittoria andrà a Echenoz, oppure a Livaneli o Longo, rispettivamente autori dei testi "Ravel"(Adelphi), "Felicità"(Gremese), "Dieci"(Adelphi). I tre finalisti sono in attesa di sapere il verdetto dei 60 giurati, al lavoro in questi giorni, 45 giurati lettori più 15 membri della giuria letteraria. Masciarelli ha partecipato al film celebri, ha doppiato personaggi di cartoon, diverse le sue apparizioni in tv come a "Domenica in", "Ballando con le stelle" e la sua carriera prese il via grazie ad una riuscita imitazione di Gianni Agnelli. Impegnato anche nel teatro e testimonial di diverse campagne pubblicitarie, a Capoliveri presenterà la serata e avrà al suo fianco la madrina del concorso isolano, Maria Grazia Cucinotta. Con lui,  ad animare l'evento, otto maestri d'orchestra e una corista, vale a dire la sua Band con la quale gira costantemente l'Italia con vari spettacoli.

 
ANDREJ LONGO, 10 STORIE NEL NAPOLETANO

NAPOLI LA PUNTA DELL'ICEBERG DEI MALI ITALIANI

PORTOFERRAIO. Andrej Longo, finalista al premio Brignetti, circondato da studenti al De Laugier. Una trentina, oltre ai giudici lettori, ma anche Danilo Alessi, presidente della Cm, la dirigente Grazia Battaglini dell'Itcg Cerboni, docenti tra cui Frola, Catuogno, Cignoni, giornalisti come Rizzoli, Scelza e altri. Ma soprattutto scolaresche delle superiori e la 3g della media Pascoli. "Piacevole questa presenza marcata di giovani" ha detto lo scrittore di Ischia. Un Longo apparso portavoce della gente comune, costretta a subire i malesseri del mondo contemporaneo. Un oratore instancabile, spontaneo; una capacità comunicativa ricca di spunti a 360 gradi. Ha parlato del degrado sociale di questa Italia di cui Napoli è la punta emergente, come ha detto nel suo testo "Dieci" dell'editore Adelphi. Uno dei volumi giunto in finale nel premio letterario isola d'Elba. "Tutto il sistema è malato, -ha sottolineato - come dico col mio nuovo libro; quello che succede a Napoli accade ovunque, purtroppo". A suo agio lo scrittore, nel chiostro dell'ex convento francescano, sotto lo svolazzare di piccioni, accompagnato dal rintocco delle campane. Valido quindi il "Caffè letterario", l'evento voluto dal Comitato promotore del premio dallo scorso anno: un modo per far conoscere i libri migliori, prima della decisione finale; la sentenza che attribuirà la vittoria della trentaseiesima edizione. Uno dei tre libri finalisti sarà l''erede dell'iraniano Bijan Zarmandili, trionfatore nel 2007 con "L'estate è crudele"(Feltrinelli).
Giorgio Barsottti con Longo (a destra)Giorgio Barsotti, vice presidente del Comitato retto da Disperati, ha presentato e intervistato lo scrittore."Incontriamo un isolano come noi-ha detto l'ex docente del liceo scientifico Foresi-e il suo libro ha già ricevuto il premio narrativa Bergamo e il Bagutta. Dieci è strutturato in altrettanti racconti, come 10 sono i comandamenti. Regole che nel napoletano spesso non possono essee rispettate perchè prevale una vita quotidiana colpita da varie tragedie. Un linguaggio duro, quello di Longo, diretto, schietto e con abbondante e azzeccato uso del dialetto. Una tematica del tutto diversa da Ravel,     , dall'altro finalista francese, Echenoz".

 

Ma il romanzo lancia una speranza, ha detto Longo: acquisendo una nuova consapevolezza anche chi è in difficoltà potrà sperare in un futuro migliore."Ho voluto dare voce- ha evidenziato - a tanti casi umani a rischio. La società se fosse davvero unita potrebbe riuscire a cambiare le cose". Dopo l’introduzione di Barsotti, Longo ha fatto notare che diversi personaggi del testo li ha conosciuti personalmente, un fatto che rende particolamente autentico il suo volume. "Mi devo complimentare per questi incontri con il pubblico - ha concluso - ho potuto dialogare anche con gli studenti. Questo impegno è un'altra testimonianza della vitalità dell'Elba e della Toscana".  Livaneli. il turco, terzo finalista con "Felicità"(Gremese), non potrà partecipare al "Caffè letterario", ha fatto notare Barsotti, e quindi le giurie sono ora al lavoro per scegliere il vincitore, da celebrare il 14 giugno a Capoliveri, presente la madrina dela manifestazione, Maria Grazia Cucinotta.

 
Venerdì la presentazione di "Dieci"

IL ROMANZO DI ANDREJ LONGO SULLE TANTE "GOMORRE" DI TUTTI I GIORNI
Venerdì alle ore 17,30, Andrej Longo presenta il suo terzo libro, “Dieci” (Adelphi) a Portoferraio, nel chiostro del centro culturale De Laugier.
Longo è uno dei tre finalisti del premio letterario Isola d'Elba – Raffaello Brignetti (www.premioletteraioelba.it ), premiazione del vincitore il 14 giugno a Capoliveri). L'autore si fa notare per l'efficace scrittura, tagliente e verosimile, con la quale trasmette al lettore la quotidianità della vita (e più spesso della morte) del lumpen proletariato napoletano.

Dieci piccole storie - comandamenti con la densità del piombo; per dare un'idea se ne possono ricordare tre: “Onora il padre e la madre” vede un ragazzino, affranto dal dolore, mettere fine alle sofferenze della madre malata terminale esclamando"perché qualcuno doveva farlo", “perché ci sta un limite a tutto"; “Non commettere atti impuri” con una ragazzina tredicenne, messa incinta dal patrigno, racconta solo a un gatto di nome Monnezza cosa significhi abortire il figlio frutto delle violenze quotidiane ed infine “Non rubare”, tratta di un malavitoso rampante, al cospetto del quale tutti devono abbassare lo sguardo, il quale un giorno si accorge di non riuscire a sostenere quello sprezzante di un povero vecchio al quale ha rapinato la pensione.

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Successo del primo incontro col finalista Echenoz
PORTOFERRAIO. “Ravel fumava Goluase, aveva un’auto francese e raggiunse l’America con la nave France. Indicazioni, nel suo libro, iperfrancesi, perchè?”. “Ha preferito scrivere del periodo della malattia, invece dei momenti migliori della carriera di Ravel, come mai?”. E ancora ” Perchè ha scritto il testo al presente?”. Domande incalzanti e argute degli studenti della scuola media Pascoli, dell' Isis Foresi, rivolte allo scrittore transalpino Jean Echenoz, autore di Ravel (Adelphi), volume finalista del Premio letterario Elba, presente al De Laugier. Un evento diretto da Icilio Disperati, presidente del Comitato promotore del concorso elbano, davanti ad un folto pubblico, tra cui giudici popolari, insegnanti, politici, giornalisti, ed in sala anche Antonini presidente dell'Associazione Albergatori.
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Studenti giudici della fase finale del Premio Elba
PORTOFERRAIO. Anche gli studenti a tu per tu con i letterati. Una chance offerta per il secondo anno dal Premio Elba intitolato alla memoria di Raffello Brignetti. Ragazzi e i rispettivi insegnanti potranno essere anche loro tra il pubblico come giudici-lettori, al De Laugier, oggi (16.5) alle 17 e 30. Incontreranno il francese Jean Echenoz uno dei tre finalisti dell'edizione 2008 del concorso creato nel lontano 1962. Uno specifico progetto voluto dagli organizzatori del Premio, anche per favorire lo sviluppo culturale dei giovani.
I primi ad aderire sono stati gli allievi della Pascoli, con una classe di Luigi Cignoni e un altro gruppo guidato dalla vicaria Laura Valentini. Dopo la scuola di viale Elba altri studenti hanno scelto di essere presenti nel chiostro dell'ex Caserma, dove chiunque potrà scoprire ogni dettaglio di Ravel (Adelphi) il romanzo scritto dal transalpino.
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Facciamo conoscenza con i Finalisti

IL PREMIO LETTERARIO ENTRA NEL VIVO: SI PARTE CON JEAN ECHENOZ
L’edizione 36 del Premio Letterario Isola d'Elba Raffaello Brignetti entra nel vivo con la presentazione al pubblico dei tre finalisti, in vista della premiazione del 14 giugno.

Apre il “Caffè letterario”, uno degli eventi del progetto “Elba Isola dell'Imperatore” al Centro De Laugier. Si comincia con Jean Echenoz, autore di “Ravel”(Adelphi). L'appuntamento per conversare con lo stimato vincitore di un Premio Goncourt (con “Me ne vado”) e del Prix Medicis (con “Cherokee”) è per venerdì 16 maggio, alle ore 17 e 30.

Autore molto amato dai lettori per il suo stile raffinato ed ironico, Echenoz utilizza questa cifra stilistica anche per il suo ultimo lavoro, offrendoci la possibilità di sbirciare nella quotidianità di Joseph-Maurice Ravel, uno dei musicisti più importanti a cavallo tra Ottocento e Novecento, consentendo al lettore di vivere “in diretta”, tra le altre cose, le fasi della creazione dello straceleberrimo Bolèro.

L’autore francese (di Orange, vicino Avignone) resta all' Elba anche il giorno dopo, sabato 17, incontrando di nuovo - alle 18 e 30 - i lettori presso la Libreria “Il Libraio” a Portoferraio. Le iniziative di presentazione dei libri finalisti (venerdì 23 e sabato 24 con le stesse modalità sarà l'ora di Andrej Longo, con “Dieci”) sono organizzate con il contributo del Comune di Portoferraio e all'Apt dell'Arcipelago, con la collaborazione di Regione Toscana, Provincia di Livorno. 

(da tenews)

 
CONVEGNI INTERNAZIONALI PER RODOLFO DONI IDEATORE DEL PREMIO ELBA
MARINA DI CAMPO. Franco Zangrilli, della City University of New York, ha aperto un convegno internazionale sulla figura di Rodolfo Doni, giornalista e scrittore, elbano d'adozione, ideatore del Premio letterario isola d'Elba, vincitore del Campiello, del Premio Estense, designato Scrittore Toscano dell'anno 2007. L'evento si è tenuto a Firenze, nella Chiesa San Jacopo di via Faenza, il 25 febbraio. Doni, dal 1949, passa molti mesi, ogni anno, nella sua casa di Marina di Campo e dall'amore per il territorio isolano, nacque nel 1962, il Premio letterario Elba, progettato insieme a Geno Pampaloni e altri letterati, nonché con il sostegno di uomini di cultura tra cui Mario Pompei Scelza, allora presidente dell'Ente valorizzazione Elba. L'incontro ha avuto per titolo "Spiritualità e storia nell'opera di Rodolfo Doni" e l'iniziativa, che ha ricevuto un messaggio augurale dal Papa, è stata promossa dall'Istituto Lorenzo de' Medici, con il patrocinio del Comune di Firenze. Al meeting sono stati presenti relatori di spicco tra cui Bartolomeo Sorge e Ferdinando Castelli, e altri personaggi che hanno analizzato la carriera di Rodolfo Doni, autore anche de La doppia Vita (Oscar Mondadori), Medjugorje (Mondadori), Memoria per un figlio (Premio Estense), Muro d'Ombra (Premio Selezione Campiello), Dialogo sull'Aldilà, Servo Inutile (Polistampa). Fresco di stampa Conversione edito da Mauro Pagliai Editore che è stato presentato nell'occasione. A seguire, il giorno 27, l'analisi sullo scrittore elbano è proseguita a Roma, per volontà dello stesso Editore, presso la Comunità di Sant’Egidio, alla presenza di Monsignor Angelo Comastri, Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, presente per rendere omaggio al più grande scrittore cattolico vivente. (s.b)
 
UN DIRETTORE COME PRESIDENTE
PORTOFERRAIO. Icilio Disperati è il nuovo presidente del Comitato promotore del Premio letterario isola d'Elba. E' stato nominato nella recente riunione del gruppo organizzatore del concorso elbano, per proseguire la scommessa culturale pluriennale, fatta di impegno e libertà. Proseguirà il nuovo leader nel segno tracciato dalla gestione di Antonio Bracali, tesa all'innovazione e al potenziamento del Premio Elba, che quest'anno ha subito la grave perdita di Gaspare Barbiellini Amidei, un personaggio carismatico, simbolo del premio intitolato alla memoria di Raffaello Brignetti.
Nella ultima riunione del Comitato, tenutasi presso l'Elba Promotion, sono state accettate le dimissioni di Bracali, che rimane nel gruppo di volontari, poi è stato affidato, all'unanimità, il nuovo incarico al direttore dell'Apt, Disperati, pronto a prendere le redini dell'iniziativa culturale varata nel lontano 1962, dallo scrittore Rodolfo Doni, ripresa nel 1984 da Giancarlo Castelvecchi e altri fedelissimi del concorso letterario isolano."Senza dubbio metterò tutto il mio impegno- ha detto Disperati- per lo sviluppo  e il consolidamento finanziario del Premio Elba. La Comunità isolana deve sostenere questa iniziativa che ha dimostrato, negli anni, la sua validità, assegnando titoli a letterati di livello internazionale come Heinrich Böll ed Eugenio Montale, ai quali, successivamente è stato attribuito il Nobel.
Ma nel palmares del Premio Elba ci sono scrittrici e scrittori di notevole levatura, tanto che il nostro concorso si colloca tra i primi 40 d'Italia, in un panorama di oltre mille iniziative analoghe. Un concorso libero, fuori da giochi, che dovrà rimanere tale, fedele al suo spirito. Importante poi è proseguire con le manifestazioni collaterali in grado di dare impulso e diffondere la cultura. Particolarmente utile è il contatto con le scuole avviato da Giorgio Barsotti e Stefano Bramanti, e quest'ultimo purtroppo lascia il Comitato. I due membri del Comitato hanno favorito anche gli incontri con i finalisti iniziati quest'anno. Al teatro dei Vigilanti abbiamo attuato dei meeting apprezzati dagli stessi scrittori. Servono ad avvicinare la gente alla letteratura, a far conoscere a chiunque le opere che si contendono il titolo finale". Una nomina azzeccata quindi quella di Disperati, laureato in scienze politiche all'università di Firenze. "Dove si laureò Sandro Pertini" ci tiene a dire il dirigente, la cui carriera è in continua crescita. Un personaggio che senza dubbio, visto il ruolo che ricopre, potrà dare impulso ulteriore al Premio Elba, bisognoso di un crescente intreccio con le varie realtà dell'Arcipelago e della Toscana. Un Premio Brignetti icona culturale sempre più apprezzata e potente, vicino alla gente.
 
UN ADDIO FORZATO MA NECESSARIO
Devo anche io salutare il Premio Elba. E allora mi permetto questo piccolo spazio per ringraziare innanzitutto Giancarlo Castelvecchi che mi propose di entrare nel Comitato promotore, un collega di scuola, apprezzato pittore. Citando l'attuale presidente onorario del Premio, la mente va a Lisanna, la sua sfortunata moglie, prematuramente scomparsa, con lei lavoravo alla scuola media Pascoli.
Devo lasciare il Brignetti per i troppi impegni di volontariato, accumulati per un "pericoloso" slancio. Tali impegni sono diventati una sorta di boomerang. Devo, con rammarico, eliminarne alcuni. Lascio quindi il mio compito di addetto stampa e curatore di questo sito, che senza la perizia di Franco e il suo staff non potrebbe vivere. Con piacere iniziai l'avventura nel 2001, mi pare, dopo aver realizzato la pubblicazione per il Comitato, che ha ricostruito i primi Trenta anni di Premio Brignetti. Con l'attivismo di questi anni mi è piaciuto lavorare per avvicinare questa iniziativa alla gente, agli studenti, per farla sentire di tutti, come di fatto è. Ecco che sono fiorite manifestazioni collaterali, i rapporti con le scolaresche, cui è stato dedicato anche un "baby concorso letterario". E un'altra cosa che mi è piaciuto realizzare, con Bracali, Barsotti e Disperati, è stata la serie di tre incontri con i finalisti, al teatro napoleonico, per far conoscere, con un dibattito aperto al pubblico, ogni aspetto dei romanzi vicini alla vittoria. Ringrazio tutto il Comitato per l'esperienza davvero stimolante. Il Brignetti non può che crescere e lo deve volere la comunità isolana. Ma devo dire di aver elaborato, negli ultimi tempi, l'idea che i concorsi letterari si devono ulteriormente evolvere. Forse vanno riservati solo ai giovani, per favorire la loro crescita culturale, per sostenerli. In una società dove si premia fin troppo, certe volte basta fare una telefonata ad una trasmissione televisiva, è tempo di gestire meno premi ma più rassegne letterarie, partecipazioni, impegni tesi a sviluppare la diffusione della cultura.
Stefano Bramanti
 
BRACALI LASCIA LA DIREZIONE DEL COMITATO PROMOTORE
PORTOFERRAIO. Antonio Bracali lascia la gestione del Premio letterario internazionale isola d’Elba. Dopo circa un mese dalla chiusura del sipario sulla 35esima edizione, che ha incoronato al Vigilanti lo scrittore iraniano Bijan Zarmandili, il Presidente del Comitato Promotore ha annunciato la sua decisione. Una notizia negativa per il Premio Brignetti dopo quella ancora più grave della scomparsa di Gaspare Barbiellini Amidei, giurato e colonna portante del premio Brignetti. Il presidente, con una lettera circolare inviata a tutti i componenti del Comitato Promotore, ha comunicato le proprie dimissioni, definendole indilazionabili. “Lascio la presidenza del Comitato organizzatore del Premio con rammarico, in un momento davvero triste per la improvvisa morte del nostro Barbiellini. In realtà avevo deciso da tempo per ragioni strettamente personali;.- ha detto- del resto dopo 7 anni di lavoro, sempre più impegnativo, è giusto che la mano passi ad altri volenterosi membri del Comitato promotore. Attualmente regge la carica il vicepresidente Giorgio Barsotti. Rimango un semplice componente del gruppo di volontari che annualmente organizza il Premio letterario dedicato all'Elba ed alla memoria dello scrittore Brignetti. Anche quest'anno non sono mancate le soddisfazioni nel veder progredire la nostra iniziativa, con le varie manifestazioni collaterali, il coinvolgimento delle scuole e gli incontri pubblici con i tre scrittori finalisti. Ma ho dovuto registrare anche delusioni quando, come sempre, si è costretti a fare i classici salti mortali, per racimolare i finanziamenti necessari a mantenere in vita la manifestazione. Un evento senza dubbio tra i più importanti tra quelli che interessano il nostro territorio e non solo, il nostro concorso letterario è tra i primi 40 d'Italia. C’è scarsa attenzione da parte di taluni Enti locali, per cui non viene assicurato il necessario sostegno economico all’iniziativa culturale più antica e più conosciuta dell’Elba”. Si apre quindi un momento di riflessione su questa esperienza e il Comitato promotore, accettando le dimissioni di Bracali, dovrà provvedere alla sua sostituzione appena finita l'estate, per lanciare il bando del concorso per l'anno 2008. “Ringrazio tutti i componenti del Comitato che mi hanno sostenuto in questi anni -ha concluso Bracali, che contemporaneamente ricopre anche la carica di Governatore della locale Misericordia- il presidente ed i membri della giuria letteraria, gli sponsor tra cui la Fondazione del Monte dei Paschi di Siena, determinante per la vita della nostra iniziativa, il Comune di Portoferraio e l’Apt”.
 
I Finalisti della Edizione 2008
 

FASE FINALE PER IL PREMIO INTERNAZIONALE ELBA, LA GIURIA HA SCELTO I TRE FINALISTI

 

PORTOFERRAIO. Un italiano, Andrej Longo, un turco, Ömer Zülfü Livaneli e il francese Jean Echenoz. Tre romanzieri affermati pronti alla sfida finale del "Premio letterario internazionale isola d'Elba", edizione 2008 che da quest'anno, novità di rilievo, torna per la cerimonia di premiazione nelle piazze elbane, iniziando da Capoliveri. I tre finalisti sono stati scelti, tra i tanti volumi in concorso, dalla giuria tecnica della 36 esima edizione del premio intitolato a Raffaello Brignetti, il giornalista e scrittore elbano d'adozione, considerato uno dei più importanti narratori di mare. Alberto Brandani, presidente della giuria, ha fatto esaminare decine di testi giunti alla segreteria di uno dei primi 40 concorsi nazionali, in un panorama di oltre mille.

Un'edizione purtroppo priva di un protagonista. Per la prima volta non sarà presente il giurato simbolo del premio, con i suoi occhiali spesso appoggiati sulla testa, la voce pacata e sagace, quel Gaspare Barbiellini Amidei, giornalista-scrittore scomparso da alcuni mesi. Un po' l'anima del premio letterario isolano. Quindi si presentano pronti a tagliare il traguardo i tre autori, rispettivamente di "Dieci", Longo, isolano di Ischia, (Adelphi), "Felicità", Livaneli ( Gremese) e il transalpino Echenoz, che firma "Ravel" (Adelphi). Una gara di sapore internazionale, come lo spirito del premio fondato nel 1962 da Rodolfo Doni, decano dei giurati. Per la scelta conclusiva, che verrà resa nota nella serata di sabato 14 giugno 2008, in piazza Matteotti a Capoliveri, entrano in gioco anche 45 giudici lettori, che affiancano gli autorevoli membri della giuria letteraria, giornalisti e scrittori come Ronchey, Giorgino, Giachery, per citarne alcuni.
Previsti anche quest'anno gli incontri pubblici con i tre finalisti, nell'ambito de "Il caffè letterario", una delle manifestazioni del Premio, presieduto dal Direttore dell' Apt dell' Elba, Icilio Disperati,. "Coinvolgeremo anche gli studenti elbani in questi eventi- commenta Disperati- un modo per far circolare e capitalizzare la cultura che emerge dalle nostre iniziative, sostenute da Enti Locali e soprattutto dalla Fondazione del Monte dei Paschi di Siena. I giovani sono impegnati anche in un concorso per baby scrittori e abbiamo in cantiere diversi eventi, collaterali alla serata finale". Chi sarà quindi l'erede di Zarmandili, vincitore del 2007? Chi andrà nell’albo d’oro insieme a Eugenio Montale, Einrich Böll , Fosco Maraini, Mario Luzi e altri grandi letterati; una questione a tre: Longo, Livaneli o Echenoz.

 

Andrea LongoAndrej Longo, "Dieci" (Adelphi)
Andrej Longo, uno dei talenti nel panorama letterario italiano. Un emergente, come dimostra il successo dei suoi precedenti romanzi. C'è chi lo ha presentato come scrittore "pizzaiolo", un artista del napoletano laureato a pieni voti in lettere al Dams di Bologna, nonché regista, scenografo ed autore di programmi radiofonici e maestro di scacchi (lui ci tiene a dirlo) .
“Dieci”, è una serie di racconti calati nel cuore partenopeo, impegnato dalle note problematiche legate anche a fatti di camorra, malavita, degrado. Una situazione che pare inverosimile, nella quale sono costretti a vivere milioni di persone: i "forzati" di un mondo che tutti odiano, in un luogo che tutti amano. I dieci racconti, dieci come i dieci comandamenti, disegnano la mappa del dolore, della violenza, delle assurde condizioni in cui una metropoli vive.Longo usa una lingua che attrae quasi tutta fatta di parlato e dialetto.

 

Ömer Zülfü LivaneliÖmer Zülfü Livaneli, "Felicità" (Gremese)
Livaneli, è una figura importante nel mondo culturale turco: un narratore di qualità, come dimostra "Felicità", rimasta per settimane in testa alle classifiche di vendita. Omer Zülfü Livaneli è nato a Ilgin, in Turchia nel 1946. Fu accusato per i suoi ideali politici, ed è stato imprigionato per mesi. Costretto all'esilio in Svezia dove studiò filosofia e musica. Poi emigrò a Parigi, ad Atene e tornò in Turchia nel 1984 e sviluppò la sua vena di scrittore ed anche di regista. “Felicità” vede la giovane Meryem in un villaggio musulmana tradizionalista. Violentata da piccola dallo zio, leader religioso del paese, è poi condannata a morte secondo i costumi locali. In quei frangenti le ragazze vengano portate a fare un tragico "viaggio a Istanbul", dal quale il boia torna sempre solo. L'assurdo compito capita a suo cugino Cemal. Ma il professor Kurudal, che rifiuta la tradizione, viaggia in barca e conosce i due ragazzi, e offre loro di lavorare a bordo. L'incontro modificherà totalmente le vite dei tre personaggi.

 

Jean EchenozJean Echenoz,"Ravel" (Adelphi)
Jean Echenoz, nato a Orange nel 1947, vicino ad Avignone, è stimato da sempre dalla critica. Ha vinto con il romanzo "Me ne vado" il Premio Goncourt, conquistando un largo successo nel pubblico. Ha fatto studi di sociologia e di ingegneria civile, poi inizia a scrivere. Numerosi i premi vinti, tra cui il Prix Medicis per 'Cherokee' nel 1983, nel novembre 1995 per 'La grande bionda' e il Prix Goncourt nel 1999. Nel 2001 ha pubblicato "Jerome Lindon ', un omaggio al suo editore scomparso. Il suo stile ironico e la sua visione del mondo, continuano ad affascinare i lettori.'“Ravel” non è una vera e propria biografia del compositore, il protagonista di questo romanzo potrebbe sembrare un enigma, ma di certo affascina. Vive con distacco, in una casa minuscola e complicata, non lontano da Parigi. Un appartamento colmo di miniature, statuette e ninnoli, carillon e giocattoli a molla. Il fascino poi viene semplicemente dal fatto che Ravel, è uno dei musicisti più celebri al mondo.

 
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