TRE ROMANZI IN LIZZA PER IL PREMIO 2009

PORTOFERRAIO. Concluso il lavoro della giuria letteraria, guidata da Alberto Brandani, che ha definito i tre finalisti della trentasettesima edizione del premio letterario internazionale isola d'Elba, intitolato alla memoria di Raffaello Brignetti. Scelti due romanzieri italiani che se la vedranno con un collega americano, per la conquista del concorso creato da Rodolfo Doni nel 1962. Si tratta di Mario Fortunato, autore di "Quelli che ami non muoiono" (Bompiani), Giorgio Montefoschi, che ha scritto "Le due ragazze con gli occhi verdi"(Rizzoli) e quindi "Inverno alla Grand Central" (Nottetempo) firmato da Lee Stringer. Il lavoro della giuria quest'anno è stato certamente più complesso, visto l'alto numero di partecipanti al premio letterario isolano, ritenuto da molti, uno dei più importanti d'Italia. Sono stati, infatti, 120 i testi giunti al Comitato promotore, diretto da Icilio Disperati o alla giuria tecnica composta di 15 tra letterati e giornalisti. Adesso l’analisi dei testi prosegue con l'esame da parte dei 45 giudici lettori, chiamati poi a votare il romanzo preferito. Alle soglie di giugno si tireranno le somme e alle scelte dei giudici popolari si aggiungeranno quelle definitive di ogni membro della giuria letteraria e scaturirà il vincitore. Succederà a "Ravel"(Adelphi) scritto da Jean Echenoz, il transalpino che trionfò nel 2008. La cerimonia di premiazione è prevista per il 20 giugno, sabato sera nella città medicea presso il Teatro napoleonico dei Vigilanti, e il vincitore riceverà l'assegno della Fondazione del Monte dei Paschi di Siena, maggiore sostenitore dell'evento culturale, insieme a Comune di Portoferraio, Apt e altri enti pubblici e privati. "Prima della serata finale, sono ancora previsti -commenta Disperati - gli incontri con l'autore che abbiamo avviato un paio di anni fa, per portare le opere finaliste a contatto diretto con il pubblico, per uno scambio di idee tra autori, le giurie e gli appassionati lettori ed anche gli studenti. Un appuntamento chiamato “Caffè letterario” e quanto prima definiremo le date di questi incontri che si svolgeranno alla Gran Guardia".

 

I TRE ROMANZI FINALISTI

 

"Quelli che ami non muoiono" (Bompiani)

Scenari, geografie reali e geografie degli affetti, il tutto per offrire una seducente,  incursione nel nostro passato prossimo, negli anni in cui il mondo cambiava. Mario Fortunato ci vuol far notare che la scrittura, la memoria, può diventare racconto e dare immortalità alle persone che abbiamo amato. Come in un romanzo. Quindi ci parla di Borges che conosce le persone attraverso le loro mani, Laura Betti che scrive a Tony Blair,  Matt Dillon che telefona per curiosità E così via per altri noti personaggi per tratteggiare la Roma del vento e dei poeti,  oppure Berlino e un Muro che cade insieme a molte granitiche certezze, New York e gli inquilini dei suoi palazzi, e poi Tangeri, Londra.

 

 

Mario Fortunato ha pubblicato i seguenti libri: Luoghi naturali (Tascabili Bompiani), Immigrato (insieme a Salah Methnani, Tascabili Bompiani), L’arte di perdere peso, Amore, romanzi e altre scoperte, Il primo cielo, Sangue e L’amore rimane. Il suo ultimo romanzo I giorni innocenti della guerra (Bompiani 2007, Tascabili Bompiani 2008) è stato finalista al Premio Strega 2007 e vincitore del Premio Mondello e Super Mondello - Città di Palermo 2007.

 

 

 

 

"Le due ragazze con gli occhi verdi" (Rizzoli)

L'eros è il grande protagonista di questo romanzo. Pietro e Laura si sono amati da ragazzi e si rivedono, casualmente, dopo vent'anni, e di nuovo scoppia una passione, anche se Laura è sposata e madre di due figli. Si rendono conto che stanno forzando le loro vite; i sensi di colpa e un evento drammatico chiudono definitivamente la vicenda. Ma dieci anni più tardi il destino si accanisce e Pietro incontra per caso Maria, la figlia maggiore di Laura. E’ la copia della madre e nascono allora attrazioni, sensi di colpa  e la situazione è davvero difficile.

 

 

 

Giorgio Montefoschi (1946) è uno dei maggiori scrittori italiani. tra i suoi romanzi ricordiamo: La casa del padre (1994, Premio Strega), Il segreto dell’estrema felicità (2001), La sposa (2003) e L’idea di perderti (2006).

 

 

 

 

 

 

"Inverno alla Grand Central" (Nottetempo)

Lee Stringer lavorava agli inizi degli anni 80 come copywriter pubblicitario, poi tutto precipita fino all’incontro con la droga e l’alcool. Cade nel fango della strada, a vivere come un senza tetto a New York presso la Grand Central Station. È una storia di crisi e resurrezione, la storia vera dell’autore,  semplice ma efficace. L’autore propone ai lettori, le sue difficoltà per poi riuscire a tornare ad una vita migliore grazie alla scrittura. Un ottimo esempio di memoir, con una sorprendente nuova immagine di New York.

 

 

 

Lee Stringer lavorava agli inizi degli anni 80 come copywriter pubblicitario, poi tutto precipita fino all’incontro con la droga e l’alcool. Cade nel fango della strada, a vivere come un senza tetto a New York presso la Grand Central Station. È una storia di crisi e resurrezione, la storia vera dell’autore,  semplice ma efficace. L’autore propone ai lettori, le sue difficoltà per poi riuscire a tornare ad una vita migliore grazie alla scrittura. Un ottimo esempio di memoir, con una sorprendente nuova immagine di New York.

 
PREMIO ELBA ADESIONI BOOM PER IL 2009

 

 

Il premio Brignetti fa boom Sono oltre 120 i partecipanti

PORTOFERRAIO. Un boom di partecipanti al concorso letterario “Isola d’Elba-Raffaello Brignetti”. Oltre centoventi opere provenienti, in massima parte, dall’Italia, ma anche dagli altri paesi europei sono in lizza per contendersi la targa d’argento raffigurante l’Elba che sarà consegnata al vincitore assoluto.  «La trentasettesima edizione del Brignetti - dice Icilio Disperati, presidente del comitato promotore del premio - ha già un buon motivo per essere ricordato, la massiccia partecipazine degli autori. Segno di quanto è cresciuto il concorso letterario e della sempre più grande importanza che esso sta rivestendo nel panorama culturale non solo italiano, ma continentale».  Intanto il comitato promotore è impegnato nel predisporre le schede degli autori partecipanti che saranno consegnate ai componenti della giuria letteraria. La quale ha in programma di riunirsi verso la seconda decade del mese di aprile a Colle Val d’Elsa (come è abitudine) per effettuare una scrematura dei titoli e arrivare, poi, alla individuazione della terna che sarà sottosposta ai quanranta giudici popolari. I quali concorreranno a proclamare il vincitore durante la prima decade del mese di giugno. Il premio letterario si svolge grazie alla collaborazione del comune e dell’Apt dell’Arcipelago, con Regione, Provincia e Comitato promotore del premio letterario Isola d’ Elba - Raffaello Brignetti.
 
PROCCHIO: UNA SERATA PER RODOLFO DONI

Abbiamo ricevuto dal Comitato cittadino  di Procchio il seguente Comunicato che volentieri pubblichiamo.

PROCCHIO. Appuntamento culturale dedicato a Rodolfo Doni, il fondatore del Premio letterario internazionale isola d’Elba. Un meeting previsto per domenica 27, alle 21 e 30, presso l'ex ristorante dei pittori vicino al "Salotto di Procchio". Il Comitato attua l’evento d’intesa con il Comune retto da Luigi Logi, l’Apt e il Circolo Pertini, nell’ambito delle varie manifestazioni estive gestite dal gruppo di volontari."Ci è parso proprio opportuno- dice Lara Marchiani- presidente del Comitato- coinvolgere Rodolfo Doni, il padre del Premio Brignetti, per far conoscere un personaggio unico, che vive molti mesi all’Elba dal 1949. Un grande scrittore e uomo di cultura, che ha dato molto all’isola d’Elba. Nella serata interverrà anche Jacopo Taddei, giovane sassofonista, recente vincitore di un concorso di livello nazionale: eseguirà due brani all’apertura e alla chiusura della serata. Inoltre lo stesso Doni e Giuseppe Lieto, metteranno in mostra anche alcune loro opere pittoriche". L’ingresso alla manifestazione è libero e conduttore sarà Icilio Disperati, manager del Premio Elba nonché direttore dell’Apt, con lui Stefano Bramanti, addetto stampa del Brignetti e presidente del Circolo culturale Pertini. Aprirà la serata il sindaco di Marciana Luigi Logi.

 

 

 (parte del manifesto)

DOMENICA 27 LUGLIO Ore 21,30

TAVERNA DEI PITTORI NEI PRESSI DEL SALOTTO DI PROCCHIO

RODOLFO DONI
Fondatore del Premio letterario internazionale Isola d’Elba presenta il suo racconto

"Nubifragio sull’isola" edizioni Ares

 
SERATA SWING PER ECHENOZ VINCITORE DEL PREMIO ELBA 2008

La serata conclusiva della 36^ edizione del Premio Letterario Isola d’ Elba-Raffaello Brignetti, sabato 14 nella bella e gremita  piazza di Capoliveri, ha confermato il profilo, colto e popolare insieme, della manifestazione nata nel 1962 e considerata – su oltre duemila del genere in Italia – tra le dieci più importanti. Ad essere premiato Jean Echenoz, uno egli scrittori più considerati nell’ attuale panorama francese, autore di una decina di libri che gli hanno fruttato un paio di premi prestigiosi nel proprio Paese.

(nella foto Echenoz, a destra, in piazza Matteotti con il sindaco di Capoliveri Ballerini-foto Lanzoni)

Seguite con interesse e partecipazione   dal pubblico sia le domande  rivolte dai giurati   al vincitore che le risposte dello scrittore francese, circa i rapporti tra scrittura letteraria e musica ( domanda quanto mai appropriata se l’ oggetto è un romanzo sul grande compositore e  ‘scarso pianista’ Ravel), sulla giustezza o meno della regola  - non scritta - sulla  fedeltà assoluta alla partitura musicale da parte dell’ esecutore, sul ruolo complementare di documentazione e   fantasia nella stesura dell’ opera che indaga gli ultimi dieci anni di vita dell’autore del Bolero a partire dalla fine del 1927, un periodo di grandi cambiamenti sociali e culturali che, ha rivelato Echenoz, era all’ inizio l’ oggetto centrale del libro che voleva scrivere.

Ne è uscito così  un ‘ Ravel parallelo ‘, dandy pigro e misogino quanto basta, un ‘ genio senza qualità’ ma pur misteriosamente umanissimo, reso tale da una scrittura essenziale e ironica che, trattandosi di  una traduzione, deve molto anche alla capacità che avuto Giorgio Pinotti (editor,  oltre che traduttore, di Adelphi per i cui tipi è uscito ‘Ravel’ nel 2007 )  nel trattare il materiale linguistico; doti sottolineate nelle motivazioni della giuria da parte del suo Presidente, Alberto Brandani.. Bilancio positivo della manifestazione, inoltre,  da parte  del neo Presidente del Comitato promotore del Premio , Icilio Disperati, per la piena collaborazione di tutti i soggetti interessati, a partire dal Comune di Capoliveri.

Leggera  e divertente la conduzione della serata da parte di Stefano  Masciarelli,  sia nella parte del finto intimidito alle prese con la Cultura Letteraria che nella seconda parte della serata con la sua big band di ottimi musicisti,  capaci di far ballare, o almeno battere le mani, a gran parte del pubblico. Una 36^ edizione swing, insomma.

Ufficio Stampa Apt Arcipelago Toscano

 

La motivazione della giuria

Ravel è un romanzo cui si accede per la porta stretta, dagli esigui margini, della biografia letteraria. La vita del grande musicista francese, genio senza qualità dal carattere enigmatico, viene narrata con una tecnica rigorosa, a tagli squadrati e secchi come sulla materia di una pietra dura, un diamante sfaccettato e scintillante.Ravel è un personaggio ricostruito in una dimensione parallela a quella della vita che fu, nella scansione di alcuni eventi: il viaggio in America, la composizione del Bolero, la controversia con Paul Wittgenstein, il pianista dal braccio d’oro, il successo planetario, l’indifferenza alla fama, la progressiva malattia, la psicologia deserta di affetti e sentimenti, eppure stranamente misteriosamente umanissima.Un romanzo che è una sfida alla verità imperscrutabile delle vite che sono state grandi e che pure sembrano non avere lasciato tracce, se non nella letteratura.

 
ECHENOZ RE DI CAPOLIVERI, A LUI IL PREMIO LETTERARIO ELBA

La 36esima edizione del “Premio Letterario Internazionale Isola d' Elba – Raffaello Brignetti” è stata vinta da Jean Echenoz.

 

L’autore francese, già insignito di un Premio Goncourt (con “Me ne vado“) e del Prix Medicis (con “Cherokee”), ha conquistato la giuria con il romanzo “Ravel”( Adelphi 2007, trad. di Giorgio Pinotti). Autore molto amato dai lettori per il suo stile raffinato ed ironico, Echenoz ha utilizzato questa cifra stilistica anche per il suo ultimo lavoro, offrendo la possibilità di sbirciare nella quotidianità, documentata e fantastica ad un tempo, del cinquantaduenne Joseph-Maurice Ravel che in quegli anni contendeva a Stravinskij il ruolo di musicista più apprezzato del mondo. L'annuncio, nel corso della conferenza stampa nella mattinata di sabato al Grand Hotel Elba International di Capoliveri, è venuto dal Presidente della Giuria letteraria, Alberto Brandani e da Icilio Disperati, Presidente del comitato promotore del Premio Brignetti.  In serata, in piazza Matteotti, cuore della suggestiva 'Caput Liberum' , la consegna del Premio all' autore parigino nativo di Orange, dalle mani dal Presidente della Fondazione Monte Dei Paschi di Siena, quale sostenitrice dell'iniziativa e festa con il conduttore-animatore-musicista Stefano Masciarelli. Jean Echenoz aggiunge così il proprio nome nell' albo d'oro del 'Brignetti', accanto ad altri prestigiosi scrittori e poeti tra i quali: Alfonso Gatto (prima edizione), Heinrich Böll, Eugenio Montale negli anni '60, Mircea Eliade ed Elémire Zolla (AA' 80) fino ai più recenti Mario Tobino, Alberto Bevilacqua, Mario Luzi, Ernesto Ferrero ed a Bijan Zarmandili vincitore lo scorso anno.

 
ULTIME SUL PREMIO PRIMA DELLA SERATA FINALE
 (Zarmandili)
PORTOFERRAIO. Tappe di avvicinamento alla serata di premiazione del premio letterario internazionale isola d'Elba, prevista per il 14 giugno a Capoliveri, in piazza Matteotti alle 21. Il Comitato promotore ha esaminato le schede di votazione ed emergerà il nome del vincitore della trentaseiesima edizione. Intanto Emerico Giachery, una delle colonne portanti della giuria letteraria del concorso isolano, si prepara a presentare il suo nuovo libro, tale manifestazione è prevista per venerdì 13 giugno alle 21.30 al De Laugier di Portoferraio. Non solo, Stefano Masciarelli e la sua band mettono a punto l'evento conclusivo. Il noto attore comico e showman, sarà il conduttore animatore dell'appuntamento culturale isolano più atteso dell'anno, e di certo prepara ogni dettaglio della cerimonia che designerà l'erede di Bijan Zarmandili, il trionfatore del 2007 con "L'estate è crudele"(Feltrinelli). Prima dell'incontro conclusivo, al mattino, presso il Grand Hotel Elba International, alle ore 11, è prevista la rituale conferenza stampa per dire ufficialmente dell'esito del concorso letterario. Longo, Livaneli e Echenoz, rispettivamente autori di"Dieci" (Adelphi), "Felicità"(Gremese) e "Ravel"(Adelphi), attendono il verdetto, come del resto tutto l'ambiente culturale isolano, italiano ed europeo. Alberto Brandani, presidente della giuria e Icilio Disperati presidente del Comitato, annunceranno l'esito delle votazioni.
Lo staff  gestionale è quindi pronto per questi ultimi tre momenti e di particolare interesse si annuncia l'incontro dedicato a Giachery, da molti anni membro permanente della giuria letteraria del premio Elba. Sarà illustrata una ennesima pubblicazione del professore, intitolata "Abitare poeticamente la terra" edita da Lumières Internationales.Un saggio poetico di riflessione sui grandi temi della bellezza e dell'amore, a tratti introspettivo e autobiografico,ed a presentare il docente interverranno Giuseppe Battaglini, storico ed ex dirigente del settore cultura del Comune di Portoferraio, Licia Baldi già professoressa di greco e latino al liceo Foresi e Alberto Risaliti, direttore di “Isole di Toscana Magazine”. L'incontro è aperto al pubblico e l'evento finale di Capoliveri, in caso di maltempo, si svolgerà presso il Grand Hotel Elba International.
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E vediamo le caratteristiche di questa nuova pubblicazione di Giachery riprendendo due recensioni.
Un saggio poetico di riflessione sui grandi temi della bellezza e dell'amore, a tratti introspettivo e autobiografico, garbato canto della memoria e testimonianza di ricerca di un'arte del vivere intesa soprattutto come pietas verso la vita, prende l'avvio da un probabile passo di Hölderlin "poeticamente abita l'uomo su questa terra" citato e commentato da Heidegger nel suo noto saggio "Hölderlin e l'essenza della poesia". L'autore del singolare testo è professore emerito di Letteratura italiana moderna e contemporanea dell'Ateneo romano, ha insegnato presso l'Università di Ginevra ed è un raffinato intellettuale che per tutta la vita ha interpretato testi letterari e poetici dando il massimo rilievo alle problematiche della parola scritta. Emerico Giachery, grande viaggiatore sempre alla ricerca di "paesi con l'anima" e dei luoghi abitati dai poeti, ha pubblicato monografie su Verga e su alcuni dei più grandi poeti italiani (Pascoli, D'Annunzio, Ungaretti, Montale) occupandosi anche della grande poesia in dialetto del Belli e di Albino Pierro.  (elaborazione dal sito http://www.unilibro.it/f)

Dal professor Emerico Giachery viene una preziosa novità editoriale, nella quale si fa riferimento alla Fede Bahá’í. Il libro in questione ha per titolo: “Abitare poeticamente la terra” - Carpena Edizioni Lumières Internationales Lugano. Con questo volume la casa editrice inaugura la collana “Poeticamente”, attraverso la quale si vuol dare corpo a quelli che Emerico Giachery chiama i “paesi dell’anima”.Breve estratto della citazione a pagina 169, capitolo intitolato “Luce di cortesia, musica di tenerezza”: “Ho sempre apprezzato il fatto che ai seguaci della fede bahá’í (una religione di tendenza ecumenica predicata nell’Ottocento in Persia da Bahá’u'lláh e ora diffusa in tutto il mondo) la pratica universale della cortesia venga prescritta addirittura nei testi sacri. Con la sua fiorita eloquenza orientale, Bahá’u'lláh insiste in esortazioni su questo tema: “sii degno della fiducia del tuo vicino e trattalo con viso sorridente e amorevole” (…)”.Non è la rima volta che il professor Emerico Giachery scrive della Fede Bahá’í. Anche nel volume “La vita che da barlumi”, alla pagina 107, del capitolo “Due virtù”, riporta analoghi elogi della Bellezza Benedetta e della Sua Rivelazione divina.
UNA BIOGRAFIA DI EMERICO GIACHERY

Emerico Giachery, ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea nella Facoltà di Lettere di Roma Tor Vergata, ora a riposo, pur continuando a mantenere frequenti contatti con gli studenti. Dopo la laurea a Roma, assistente alla cattedra di Alfredo Schiaffini, suo maestro amatissimo; poi lettore di lingua italiana a Nancy e a Berna. Dopo aver conseguito la libera docenza in letteratura italiana, professore incaricato nelle Università di Cagliari e Macerata. Per un quinquennio ordinario di Lingua e letteratura italiana a Ginevra. Infine, prima del definitivo approdo a Roma, ordinario a Genova e all’Aquila, dove è stato anche preside di Facoltà. Tra le sue opere in volume meno lontane nel tempo si possono ricordare: Metamorfosi dell’orto e altri scritti montaliani, Bonacci, Roma 1985 (esaurito); Nostro Ungaretti, Studium, Roma 1988; Trittico pascoliano, Bulzoni, Roma 1989; Verga e D’Annunzio, seconda edizione interamente ristrutturata, Studium, Roma 1992 (alla prima edizione erano stati conferiti il premio “G. D’Annunzio” a Pescara e il premio “G. Verga” a Catania); Dialetti in Parnaso (dedicato ad alcuni tra i maggiori poeti in dialetto), Giardini, Pisa 1992; Letteratura come amicizia, Bulzoni, Roma 1996; Luoghi di Ungaretti, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1988, “Pas-de-deux” per la poesia di Alberto Caramella, Vecchiarelli, Manziana 2000, scritto in collaborazione “amebea” con la consorte Noemi Paolini, con la quale ha di recente pubblicato un molto impegnativo e combattivo libro “a due voci”, Ungaretti ‘verticale’, Bulzoni, Roma 2000, che mette in luce la piena legittimità e la centralità dell’istanza religiosa nella poesia di Ungaretti; La parola trascesa e altri scritti, Vecchiarelli, Manziana 2000, indaga la parola poetica che aspira a trascendersi in leggerezza e luce (in Petrarca, Ungaretti, Luzi) e la multiforme presenza di Orfeo. L’avventura del sogno, Stango editore, Roma 2002, è una sorta di singolare “sinfonia onirica” che collega interpretazioni di sogni, testi letterari e memorie. In preparazione un nuovo volume su Montale. A uno dei maggiori dialettali del Novecento è dedicato Albino Pierro grande lirico, Genesi Editrice, 2003. Gioia dell’interpretare. Motivi, Stile, Simboli, Carocci editore, Roma 2006, ripercorre i momenti essenziali dell’incontro fra linguistica e interpreta testi esemplari di Leopardi, Verga, Ungaretti e Gadda. Nel 2007 appare Belli e Roma. Tra Carnevale e Quaresima, Edizioni Studium, Roma. In corso di pubblicazione Abitare poeticamente la terra.
Non vanno dimenticate, frutto di antico irriducibile amore, diverse pagine e lecturae dantesche: alcune letture di canti danteschi vengono pubblicati in opuscoli accompagnati da un CD con la lettura a voce. La sua attività interpretativa, fondata sul richiamo continuo alla presenza del testo col suo vivo e dinamico universo di segni, si muove su piani diversi e convergenti: stilistico, semantico, simbolico. E l’itinerario dell’opera rappresenta, per l’autore come per l’interprete, un cammino di conoscenza. Sempre di più, in tempi recenti, lo studioso affianca alle pagine propriamente interpretative e critiche più libere pagine di cordiale riflessione e memoria, alle quali si addice la formula “letteratura come amicizia” che dà il titolo a uno dei suoi libri, uno di quelli che gli sono più cari. Col passar degli anni cerca di mettere a punto meglio che può uno stile critico affabile e non seriosamente accademico, e tuttavia il più possibile pertinente, anche o soprattutto per “sintonia”, ai testi esaminati e ai problemi di metodo che di volta in volta emergono.(dal sito http://www.genesi.org/catalogo_scrittori~id_autore~361.htm)   (S.B)

 
LE ULTIME SUL PREMIO ELBA PRIMA DELLA SERATA FINALE
PORTOFERRAIO. Tappe di avvicinamento alla serata di premiazione del premio letterario internazionale isola d'Elba, prevista per il 14 giugno a Capoliveri, in piazza Matteotti alle 21. Il Comitato promotore ha esaminato le schede di votazione ed emergerà il nome del vincitore della trentaseiesima edizione. Intanto Emerico Giachery, una delle colonne portanti della giuria letteraria del concorso isolano, si prepara a presentare il suo nuovo libro, tale manifestazione è prevista per venerdì 13 giugno alle 21.30 al De Laugier di Portoferraio. Non solo, Stefano Masciarelli e la sua band mettono a punto l'evento conclusivo. Il noto attore comico e showman, sarà il conduttore animatore dell'appuntamento culturale isolano più atteso dell'anno, e di certo prepara ogni dettaglio della cerimonia che designerà l'erede di Bijan Zarmandili, il trionfatore del 2007 con "L'estate è crudele"(Feltrinelli). Prima dell'incontro conclusivo, al mattino, presso il Grand Hotel Elba International, alle ore 11, è prevista la rituale conferenza stampa per dire ufficialmente dell'esito del concorso letterario. Longo, Livaneli e Echenoz, rispettivamente autori di"Dieci" Adelphi), "Felicità"(Gremese) e "Ravel"(Adelphi), attendono il verdetto, come del resto tutto l'ambiente culturale isolano, italiano ed europeo. Alberto Brandani, presidente della giuria e Icilio Disperati presidente del Comitato, annunceranno l'esito delle votazioni.
Lo staff  gestionale è quindi pronto a gestire questi ultimi tre momenti e di particolare interesse si annuncia l'incontro dedicato a Giachery, da molti anni membro permanente della giuria letteraria del premio Elba. Sarà illustrata una ennesima pubblicazione del professore, intitolata "Abitare poeticamente la terra" edita da Lumières Internationales.Un saggio poetico di riflessione sui grandi temi della bellezza e dell'amore, a tratti introspettivo e autobiografico,ed a presentare il docente interverranno Giuseppe Battaglini, storico ed ex dirigente del settore cultura del Comune di Portoferraio, Licia Baldi già professoressa di greco e latino al liceo Foresi e Alberto Risaliti, direttore di “Isole di Toscana Magazine”. L'incontro è aperto al pubblico e in caso di maltempo si svolgerà presso il Grand Hotel Elba International di Capoliveri.
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E vediamo le caratteristiche di questa nuova pubblicazione riprendendo alcune recensioni.
Un saggio poetico di riflessione sui grandi temi della bellezza e dell'amore, a tratti introspettivo e autobiografico, garbato canto della memoria e testimonianza di ricerca di un'arte del vivere intesa soprattutto come pietas verso la vita, prende l'avvio da un probabile passo di Hölderlin "poeticamente abita l'uomo su questa terra" citato e commentato da Heidegger nel suo noto saggio "Hölderlin e l'essenza della poesia". L'autore del singolare testo è professore emerito di Letteratura italiana moderna e contemporanea dell'Ateneo romano, ha insegnato presso l'Università di Ginevra ed è un raffinato intellettuale che per tutta la vita ha interpretato testi letterari e poetici dando il massimo rilievo alle problematiche della parola scritta. Emerico Giachery, grande viaggiatore sempre alla ricerca di "paesi con l'anima" e dei luoghi abitati dai poeti, ha pubblicato monografie su Verga e su alcuni dei più grandi poeti italiani (Pascoli, D'Annunzio, Ungaretti, Montale) occupandosi anche della grande poesia in dialetto del Belli e di Albino Pierro.  (elaborazione dal sito http://www.unilibro.it/f)

Dal professor Emerico Giachery viene una preziosa novità editoriale, nella quale si fa riferimento alla Fede Bahá’í. Il libro in questione ha per titolo: “Abitare poeticamente la terra” - Carpena Edizioni Lumières Internationales Lugano. Con questo volume la casa editrice inaugura la collana “Poeticamente”, attraverso la quale si vuol dare corpo a quelli che Emerico Giachery chiama i “paesi dell’anima”.Breve estratto della citazione a pagina 169, capitolo intitolato “Luce di cortesia, musica di tenerezza”: “Ho sempre apprezzato il fatto che ai seguaci della fede bahá’í (una religione di tendenza ecumenica predicata nell’Ottocento in Persia da Bahá’u'lláh e ora diffusa in tutto il mondo) la pratica universale della cortesia venga prescritta addirittura nei testi sacri. Con la sua fiorita eloquenza orientale, Bahá’u'lláh insiste in esortazioni su questo tema: “sii degno della fiducia del tuo vicino e trattalo con viso sorridente e amorevole” (…)”.Non è la rima volta che il professor Emerico Giachery scrive della Fede Bahá’í. Anche nel volume “La vita che da barlumi”, alla pagina 107, del capitolo “Due virtù”, riporta analoghi elogi della Bellezza Benedetta e della Sua Rivelazione divina.
UNA BIOGRAFIA DI EMERICO GIACHERY

Emerico Giachery, ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea nella Facoltà di Lettere di Roma Tor Vergata, ora a riposo, pur continuando a mantenere frequenti contatti con gli studenti. Dopo la laurea a Roma, assistente alla cattedra di Alfredo Schiaffini, suo maestro amatissimo; poi lettore di lingua italiana a Nancy e a Berna. Dopo aver conseguito la libera docenza in letteratura italiana, professore incaricato nelle Università di Cagliari e Macerata. Per un quinquennio ordinario di Lingua e letteratura italiana a Ginevra. Infine, prima del definitivo approdo a Roma, ordinario a Genova e all’Aquila, dove è stato anche preside di Facoltà. Tra le sue opere in volume meno lontane nel tempo si possono ricordare: Metamorfosi dell’orto e altri scritti montaliani, Bonacci, Roma 1985 (esaurito); Nostro Ungaretti, Studium, Roma 1988; Trittico pascoliano, Bulzoni, Roma 1989; Verga e D’Annunzio, seconda edizione interamente ristrutturata, Studium, Roma 1992 (alla prima edizione erano stati conferiti il premio “G. D’Annunzio” a Pescara e il premio “G. Verga” a Catania); Dialetti in Parnaso (dedicato ad alcuni tra i maggiori poeti in dialetto), Giardini, Pisa 1992; Letteratura come amicizia, Bulzoni, Roma 1996; Luoghi di Ungaretti, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1988, “Pas-de-deux” per la poesia di Alberto Caramella, Vecchiarelli, Manziana 2000, scritto in collaborazione “amebea” con la consorte Noemi Paolini, con la quale ha di recente pubblicato un molto impegnativo e combattivo libro “a due voci”, Ungaretti ‘verticale’, Bulzoni, Roma 2000, che mette in luce la piena legittimità e la centralità dell’istanza religiosa nella poesia di Ungaretti; La parola trascesa e altri scritti, Vecchiarelli, Manziana 2000, indaga la parola poetica che aspira a trascendersi in leggerezza e luce (in Petrarca, Ungaretti, Luzi) e la multiforme presenza di Orfeo. L’avventura del sogno, Stango editore, Roma 2002, è una sorta di singolare “sinfonia onirica” che collega interpretazioni di sogni, testi letterari e memorie. In preparazione un nuovo volume su Montale. A uno dei maggiori dialettali del Novecento è dedicato Albino Pierro grande lirico, Genesi Editrice, 2003. Gioia dell’interpretare. Motivi, Stile, Simboli, Carocci editore, Roma 2006, ripercorre i momenti essenziali dell’incontro fra linguistica e interpreta testi esemplari di Leopardi, Verga, Ungaretti e Gadda. Nel 2007 appare Belli e Roma. Tra Carnevale e Quaresima, Edizioni Studium, Roma. In corso di pubblicazione Abitare poeticamente la terra.
Non vanno dimenticate, frutto di antico irriducibile amore, diverse pagine e lecturae dantesche: alcune letture di canti danteschi vengono pubblicati in opuscoli accompagnati da un CD con la lettura a voce. La sua attività interpretativa, fondata sul richiamo continuo alla presenza del testo col suo vivo e dinamico universo di segni, si muove su piani diversi e convergenti: stilistico, semantico, simbolico. E l’itinerario dell’opera rappresenta, per l’autore come per l’interprete, un cammino di conoscenza. Sempre di più, in tempi recenti, lo studioso affianca alle pagine propriamente interpretative e critiche più libere pagine di cordiale riflessione e memoria, alle quali si addice la formula “letteratura come amicizia” che dà il titolo a uno dei suoi libri, uno di quelli che gli sono più cari. Col passar degli anni cerca di mettere a punto meglio che può uno stile critico affabile e non seriosamente accademico, e tuttavia il più possibile pertinente, anche o soprattutto per “sintonia”, ai testi esaminati e ai problemi di metodo che di volta in volta emergono.(dal sito http://www.genesi.org/catalogo_scrittori~id_autore~361.htm) se a me sembri nulla serve

 
MASCIARELLI A CAPOLIVERI PER LA SERATA FINALE DEL PREMIO ELBA

PORTOFERRAIO. Stefano Masciarelli, noto attore comico, doppiatore e showman tv, accompagnato dalla sua Band, sarà il conduttore-animatore della serata conclusiva del premio letterario Isola d'Elba. Per il concorso di caratura internazionale, dedicato alla memoria di Raffaello Brignetti, scende in pista Masciarelli, o meglio scende in piazza Matteotti a Capoliveri, sabato 14 giugno alle 21. L'evento proclamerà e festeggerà il vincitore numero 36 del premio. "Una scelta azzeccata quella dell'attore comico,- commenta Icilio Disperati, presidente del Comitato promotore- fatta d'intesa con Alberto Brandani presidente della giuria. Lo abbiamo voluto per avere un personaggio in grado di dare ritmo e qualità all'evento finale, sostenuto dal Monte dei Paschi di Siena e dagli Enti locali, tra cui il Comune di Portoferraio, l'Associazione albergatori, l'Apt, la Provincia e altri". La vittoria andrà a Echenoz, oppure a Livaneli o Longo, rispettivamente autori dei testi "Ravel"(Adelphi), "Felicità"(Gremese), "Dieci"(Adelphi). I tre finalisti sono in attesa di sapere il verdetto dei 60 giurati, 45 giudici lettori e 15 della giuria tecnica, che entro il 5 giugno consegneranno le schede di votazione, da aprire poi davanti ad un pubblico ufficiale . L'attore scelto ha partecipato a film celebri, ha doppiato personaggi di cartoon, diverse le sue apparizioni in televisione come a "Domenica in", "Ballando con le stelle" e la sua carriera prese il via grazie ad una riuscita imitazione di Gianni Agnelli. Impegnato anche nel teatro, è stato testimonial di diverse campagne pubblicitarie. A Capoliveri presenterà la serata e avrà al suo fianco la celebre madrina del concorso isolano, Maria Grazia Cucinotta. Con Masciarelli, ad animare l'evento, anche otto maestri d'orchestra e una corista, vale a dire la sua Band con la quale gira costantemente l'Italia con vari spettacoli.

 
IL TERZO FINALISTA, LIVANELI

FELICITA', IL ROMANZO DELLA SPERANZA
Icilio Disperati, manager del Premio Elba, ha contattato più volte lo scrittore turco, Omer Zulfu Livaneli, autore di "Felicità" (Gremese). Lo ha invitato al "Caffè letterario", iniziativa che sta riscuotendo un crescente successo. "Un evento che consente - ha detto il direttore dell'Apt -di dialogare pubblicamente con i finalisti del Premio letterario dedicato alla memoria di Brignetti. Personaggi di livello internazionale. Una occasione di crescita culturale per il nostro territorio, vista anche la partecipazione di scolaresche ". Ma Livaneli non ce l'ha fatta a partecipare in questo maggio napoleonico. Sarà presente all'Elba solo nel caso conquisti la vittoria. Cosa che potrebbe essere possibile, stando ai sondaggi presenti nel sito del concorso elbano. Il turco se la vede con gli altri due scrittori arrivati alla selezione finale. La votazione on line registra preferenze ora per lo scrittore di Ankara, ora per l'ischiano Longo che ha firmato "Dieci" (attualemnte in testa l'italiano), a seguire Echenoz autore di "Ravel". Ma il sondaggio ha un valore relativo e la decisione reale verrà dalla votazione del 5 giugno, fatta dai  45 giudici-lettori e dai 15 membri della giuria letteraria, presieduta da Alberto Brandani.
" Il libro dello scrittore turco- commenta Disperati- è di particolare qualità, come del resto lo sono gli altri finalisti. Il romanzo dice, in estrema sintesi, di una sorta di rivincita del progresso, su assurde tradizioni secolari. L'autore denuncia con forza il bisogno del suo popolo, di uscire da situazioni che niente hanno a che fare con la giustizia e la democrazia". Ma vediamo, in breve, di cosa tratta il romanzo di Livaneli.

 

IL ROMANZO DI LIVANELI
Meryem ha quindici anni. Nella Turchia musulmana più retrograda, è violentata dallo zio, leader religioso del paese. Per il costume locale lei è la colpevole ed è tenuta prigioniera in una baracca per giorni, nell’attesa che trovi la forza di impiccarsi, per salvare l’onore della famiglia. Ma lei non cede. Cemal, il cugino della giovane, viene scelto come suo carnefice. Il delitto dovrà accadere durante un “viaggio a Istanbul”,  per lei senza ritorno. Questa volta il rituale non si compie. Arrivati in città, i due giovani scoprono una realtà cosmopolita nella quale le ragazze hanno tolto il velo e i figli non obbediscono ai genitori. Cemal perde le sue certezze e non riesce ad uccidere la ragazza. La conduce verso la costa turca dove incontrano Irfan. Un uomo colto che ha studiato ad Harvard, e ora insegna. Ha successo, ma rinnega una cultura turca tradizionale in cui non si riconosce. Decide di abbandonare tutto, e parte per un viaggio sulla sua barca e conosce i due ragazzi, ai quali offre di lavorare a bordo. L’incontro modificherà in maniera irreversibile le vite dei tre personaggi. Per Meryem: comincerà il tempo del riscatto, grazie agli insegnamenti del professore, capaci di aprirle un mondo completamente nuovo.. Felicità è stato tradotto in Francia, negli Stati Uniti, in  Svezia e altrove. Una parabola sulla presa di coscienza individuale, ma è anche il grande affresco di un paese in trasformazione, in un incerto equilibrio tra Oriente e Occidente, spiritualità e laicità, tradizioni arcaiche e ambizioni moderniste.  Una ragazzina inconsapevole, un soldato abbrutito dalla violenza, un intellettuale in crisi: tre destini che si incrociano per raccontare le diverse anime della Turchia di oggi.

 

LA CARTA D'IDENTITA' DELL'AUTORE
Nato ad Ankara sessant’anni fa, Livaneli è un artista eclettico. Come scrittore ha all’attivo quattro romanzi tradotti in 11 lingue in tutto il mondo, un volume di racconti e saggi di argomento politico. Come musicista ha composto più di 300 canzoni, con collaborazioni con Joan Baez, Mikis Theodorakis a Zubin Metha, e ha vinto un premio Tenco. Ha all’attivo tre film da regista, uno dei quali prodotto da Wim Wenders e ha vinto vari premi in diversi festival internazionali. Un discorso a parte merita l’attività politica: dopo aver conosciuto il carcere per le sue battaglie per i diritti umani, Livaneli ha abbandonato la Turchia, peregrinando tra Francia, Grecia e Svezia, ma vi ha fatto ritorno per rinnovare il suo impegno a favore della pace e della coesistenza tra i popoli. Ha fondato il Comitato per l’amicizia greco-turca, il Movimento per la pace turco-curda e, nei numerosi forum e associazioni internazionali di cui fa parte, ha lavorato a stretto contatto con Michail Gorbaciov ed Elie Wiesel. Attualmente è deputato al Parlamento turco, eletto nel Partito popolare repubblicano, e ambasciatore dell’Unesco.

 

(s.b)
notizie elaborate dal sito: www.gremese.com

 
A MASCIARELLI E LA SUA BAND LA CONDUZIONE DELLA SERATA FINALE DEL PREMIO ELBA

PORTOFERRAIO. Stefano Masciarelli, noto attore, comico e doppiatore, accompagnato dalla sua Band, sarà il conduttore-animatore della serata conclusiva del premio letterario Isola d'Elba, concorso di caratura internazionale dedicato alla memoria di Raffaello Brignetti. Scenderà in pista o meglio in piazza Matteotti a Capoliveri alle 21.30 della 14 giugno prossimo, nell'evento che definirà il vincitore numero 36 del premio che ha per madrina Mara Grazia Cucinotta. "Una scelta azzeccata- commenta Icilio Disperati, presidente del Comitato promotore- fatta d'intesa con Alberto Brandani presidente della giuria. Abbiamo scelto Masciarelli per avere un personaggio in grado di dare ritmo e lustro alla serata finale, sostenuta dal Monte dei Paschi di Siena e dagli Enti locali, tra cui il Comune locale, l'Aee, la Provincia e altri". La vittoria andrà a Echenoz, oppure a Livaneli o Longo, rispettivamente autori dei testi "Ravel"(Adelphi), "Felicità"(Gremese), "Dieci"(Adelphi). I tre finalisti sono in attesa di sapere il verdetto dei 60 giurati, al lavoro in questi giorni, 45 giurati lettori più 15 membri della giuria letteraria. Masciarelli ha partecipato al film celebri, ha doppiato personaggi di cartoon, diverse le sue apparizioni in tv come a "Domenica in", "Ballando con le stelle" e la sua carriera prese il via grazie ad una riuscita imitazione di Gianni Agnelli. Impegnato anche nel teatro e testimonial di diverse campagne pubblicitarie, a Capoliveri presenterà la serata e avrà al suo fianco la madrina del concorso isolano, Maria Grazia Cucinotta. Con lui,  ad animare l'evento, otto maestri d'orchestra e una corista, vale a dire la sua Band con la quale gira costantemente l'Italia con vari spettacoli.

 
ANDREJ LONGO, 10 STORIE NEL NAPOLETANO

NAPOLI LA PUNTA DELL'ICEBERG DEI MALI ITALIANI

PORTOFERRAIO. Andrej Longo, finalista al premio Brignetti, circondato da studenti al De Laugier. Una trentina, oltre ai giudici lettori, ma anche Danilo Alessi, presidente della Cm, la dirigente Grazia Battaglini dell'Itcg Cerboni, docenti tra cui Frola, Catuogno, Cignoni, giornalisti come Rizzoli, Scelza e altri. Ma soprattutto scolaresche delle superiori e la 3g della media Pascoli. "Piacevole questa presenza marcata di giovani" ha detto lo scrittore di Ischia. Un Longo apparso portavoce della gente comune, costretta a subire i malesseri del mondo contemporaneo. Un oratore instancabile, spontaneo; una capacità comunicativa ricca di spunti a 360 gradi. Ha parlato del degrado sociale di questa Italia di cui Napoli è la punta emergente, come ha detto nel suo testo "Dieci" dell'editore Adelphi. Uno dei volumi giunto in finale nel premio letterario isola d'Elba. "Tutto il sistema è malato, -ha sottolineato - come dico col mio nuovo libro; quello che succede a Napoli accade ovunque, purtroppo". A suo agio lo scrittore, nel chiostro dell'ex convento francescano, sotto lo svolazzare di piccioni, accompagnato dal rintocco delle campane. Valido quindi il "Caffè letterario", l'evento voluto dal Comitato promotore del premio dallo scorso anno: un modo per far conoscere i libri migliori, prima della decisione finale; la sentenza che attribuirà la vittoria della trentaseiesima edizione. Uno dei tre libri finalisti sarà l''erede dell'iraniano Bijan Zarmandili, trionfatore nel 2007 con "L'estate è crudele"(Feltrinelli).
Giorgio Barsottti con Longo (a destra)Giorgio Barsotti, vice presidente del Comitato retto da Disperati, ha presentato e intervistato lo scrittore."Incontriamo un isolano come noi-ha detto l'ex docente del liceo scientifico Foresi-e il suo libro ha già ricevuto il premio narrativa Bergamo e il Bagutta. Dieci è strutturato in altrettanti racconti, come 10 sono i comandamenti. Regole che nel napoletano spesso non possono essee rispettate perchè prevale una vita quotidiana colpita da varie tragedie. Un linguaggio duro, quello di Longo, diretto, schietto e con abbondante e azzeccato uso del dialetto. Una tematica del tutto diversa da Ravel,     , dall'altro finalista francese, Echenoz".

 

Ma il romanzo lancia una speranza, ha detto Longo: acquisendo una nuova consapevolezza anche chi è in difficoltà potrà sperare in un futuro migliore."Ho voluto dare voce- ha evidenziato - a tanti casi umani a rischio. La società se fosse davvero unita potrebbe riuscire a cambiare le cose". Dopo l’introduzione di Barsotti, Longo ha fatto notare che diversi personaggi del testo li ha conosciuti personalmente, un fatto che rende particolamente autentico il suo volume. "Mi devo complimentare per questi incontri con il pubblico - ha concluso - ho potuto dialogare anche con gli studenti. Questo impegno è un'altra testimonianza della vitalità dell'Elba e della Toscana".  Livaneli. il turco, terzo finalista con "Felicità"(Gremese), non potrà partecipare al "Caffè letterario", ha fatto notare Barsotti, e quindi le giurie sono ora al lavoro per scegliere il vincitore, da celebrare il 14 giugno a Capoliveri, presente la madrina dela manifestazione, Maria Grazia Cucinotta.

 
Venerdì la presentazione di "Dieci"

IL ROMANZO DI ANDREJ LONGO SULLE TANTE "GOMORRE" DI TUTTI I GIORNI
Venerdì alle ore 17,30, Andrej Longo presenta il suo terzo libro, “Dieci” (Adelphi) a Portoferraio, nel chiostro del centro culturale De Laugier.
Longo è uno dei tre finalisti del premio letterario Isola d'Elba – Raffaello Brignetti (www.premioletteraioelba.it ), premiazione del vincitore il 14 giugno a Capoliveri). L'autore si fa notare per l'efficace scrittura, tagliente e verosimile, con la quale trasmette al lettore la quotidianità della vita (e più spesso della morte) del lumpen proletariato napoletano.

Dieci piccole storie - comandamenti con la densità del piombo; per dare un'idea se ne possono ricordare tre: “Onora il padre e la madre” vede un ragazzino, affranto dal dolore, mettere fine alle sofferenze della madre malata terminale esclamando"perché qualcuno doveva farlo", “perché ci sta un limite a tutto"; “Non commettere atti impuri” con una ragazzina tredicenne, messa incinta dal patrigno, racconta solo a un gatto di nome Monnezza cosa significhi abortire il figlio frutto delle violenze quotidiane ed infine “Non rubare”, tratta di un malavitoso rampante, al cospetto del quale tutti devono abbassare lo sguardo, il quale un giorno si accorge di non riuscire a sostenere quello sprezzante di un povero vecchio al quale ha rapinato la pensione.

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