ECHENOZ RE DI CAPOLIVERI, A LUI IL PREMIO LETTERARIO ELBA

La 36esima edizione del “Premio Letterario Internazionale Isola d' Elba – Raffaello Brignetti” è stata vinta da Jean Echenoz.

 

L’autore francese, già insignito di un Premio Goncourt (con “Me ne vado“) e del Prix Medicis (con “Cherokee”), ha conquistato la giuria con il romanzo “Ravel”( Adelphi 2007, trad. di Giorgio Pinotti). Autore molto amato dai lettori per il suo stile raffinato ed ironico, Echenoz ha utilizzato questa cifra stilistica anche per il suo ultimo lavoro, offrendo la possibilità di sbirciare nella quotidianità, documentata e fantastica ad un tempo, del cinquantaduenne Joseph-Maurice Ravel che in quegli anni contendeva a Stravinskij il ruolo di musicista più apprezzato del mondo. L'annuncio, nel corso della conferenza stampa nella mattinata di sabato al Grand Hotel Elba International di Capoliveri, è venuto dal Presidente della Giuria letteraria, Alberto Brandani e da Icilio Disperati, Presidente del comitato promotore del Premio Brignetti.  In serata, in piazza Matteotti, cuore della suggestiva 'Caput Liberum' , la consegna del Premio all' autore parigino nativo di Orange, dalle mani dal Presidente della Fondazione Monte Dei Paschi di Siena, quale sostenitrice dell'iniziativa e festa con il conduttore-animatore-musicista Stefano Masciarelli. Jean Echenoz aggiunge così il proprio nome nell' albo d'oro del 'Brignetti', accanto ad altri prestigiosi scrittori e poeti tra i quali: Alfonso Gatto (prima edizione), Heinrich Böll, Eugenio Montale negli anni '60, Mircea Eliade ed Elémire Zolla (AA' 80) fino ai più recenti Mario Tobino, Alberto Bevilacqua, Mario Luzi, Ernesto Ferrero ed a Bijan Zarmandili vincitore lo scorso anno.

 
ULTIME SUL PREMIO PRIMA DELLA SERATA FINALE
 (Zarmandili)
PORTOFERRAIO. Tappe di avvicinamento alla serata di premiazione del premio letterario internazionale isola d'Elba, prevista per il 14 giugno a Capoliveri, in piazza Matteotti alle 21. Il Comitato promotore ha esaminato le schede di votazione ed emergerà il nome del vincitore della trentaseiesima edizione. Intanto Emerico Giachery, una delle colonne portanti della giuria letteraria del concorso isolano, si prepara a presentare il suo nuovo libro, tale manifestazione è prevista per venerdì 13 giugno alle 21.30 al De Laugier di Portoferraio. Non solo, Stefano Masciarelli e la sua band mettono a punto l'evento conclusivo. Il noto attore comico e showman, sarà il conduttore animatore dell'appuntamento culturale isolano più atteso dell'anno, e di certo prepara ogni dettaglio della cerimonia che designerà l'erede di Bijan Zarmandili, il trionfatore del 2007 con "L'estate è crudele"(Feltrinelli). Prima dell'incontro conclusivo, al mattino, presso il Grand Hotel Elba International, alle ore 11, è prevista la rituale conferenza stampa per dire ufficialmente dell'esito del concorso letterario. Longo, Livaneli e Echenoz, rispettivamente autori di"Dieci" (Adelphi), "Felicità"(Gremese) e "Ravel"(Adelphi), attendono il verdetto, come del resto tutto l'ambiente culturale isolano, italiano ed europeo. Alberto Brandani, presidente della giuria e Icilio Disperati presidente del Comitato, annunceranno l'esito delle votazioni.
Lo staff  gestionale è quindi pronto per questi ultimi tre momenti e di particolare interesse si annuncia l'incontro dedicato a Giachery, da molti anni membro permanente della giuria letteraria del premio Elba. Sarà illustrata una ennesima pubblicazione del professore, intitolata "Abitare poeticamente la terra" edita da Lumières Internationales.Un saggio poetico di riflessione sui grandi temi della bellezza e dell'amore, a tratti introspettivo e autobiografico,ed a presentare il docente interverranno Giuseppe Battaglini, storico ed ex dirigente del settore cultura del Comune di Portoferraio, Licia Baldi già professoressa di greco e latino al liceo Foresi e Alberto Risaliti, direttore di “Isole di Toscana Magazine”. L'incontro è aperto al pubblico e l'evento finale di Capoliveri, in caso di maltempo, si svolgerà presso il Grand Hotel Elba International.
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E vediamo le caratteristiche di questa nuova pubblicazione di Giachery riprendendo due recensioni.
Un saggio poetico di riflessione sui grandi temi della bellezza e dell'amore, a tratti introspettivo e autobiografico, garbato canto della memoria e testimonianza di ricerca di un'arte del vivere intesa soprattutto come pietas verso la vita, prende l'avvio da un probabile passo di Hölderlin "poeticamente abita l'uomo su questa terra" citato e commentato da Heidegger nel suo noto saggio "Hölderlin e l'essenza della poesia". L'autore del singolare testo è professore emerito di Letteratura italiana moderna e contemporanea dell'Ateneo romano, ha insegnato presso l'Università di Ginevra ed è un raffinato intellettuale che per tutta la vita ha interpretato testi letterari e poetici dando il massimo rilievo alle problematiche della parola scritta. Emerico Giachery, grande viaggiatore sempre alla ricerca di "paesi con l'anima" e dei luoghi abitati dai poeti, ha pubblicato monografie su Verga e su alcuni dei più grandi poeti italiani (Pascoli, D'Annunzio, Ungaretti, Montale) occupandosi anche della grande poesia in dialetto del Belli e di Albino Pierro.  (elaborazione dal sito http://www.unilibro.it/f)

Dal professor Emerico Giachery viene una preziosa novità editoriale, nella quale si fa riferimento alla Fede Bahá’í. Il libro in questione ha per titolo: “Abitare poeticamente la terra” - Carpena Edizioni Lumières Internationales Lugano. Con questo volume la casa editrice inaugura la collana “Poeticamente”, attraverso la quale si vuol dare corpo a quelli che Emerico Giachery chiama i “paesi dell’anima”.Breve estratto della citazione a pagina 169, capitolo intitolato “Luce di cortesia, musica di tenerezza”: “Ho sempre apprezzato il fatto che ai seguaci della fede bahá’í (una religione di tendenza ecumenica predicata nell’Ottocento in Persia da Bahá’u'lláh e ora diffusa in tutto il mondo) la pratica universale della cortesia venga prescritta addirittura nei testi sacri. Con la sua fiorita eloquenza orientale, Bahá’u'lláh insiste in esortazioni su questo tema: “sii degno della fiducia del tuo vicino e trattalo con viso sorridente e amorevole” (…)”.Non è la rima volta che il professor Emerico Giachery scrive della Fede Bahá’í. Anche nel volume “La vita che da barlumi”, alla pagina 107, del capitolo “Due virtù”, riporta analoghi elogi della Bellezza Benedetta e della Sua Rivelazione divina.
UNA BIOGRAFIA DI EMERICO GIACHERY

Emerico Giachery, ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea nella Facoltà di Lettere di Roma Tor Vergata, ora a riposo, pur continuando a mantenere frequenti contatti con gli studenti. Dopo la laurea a Roma, assistente alla cattedra di Alfredo Schiaffini, suo maestro amatissimo; poi lettore di lingua italiana a Nancy e a Berna. Dopo aver conseguito la libera docenza in letteratura italiana, professore incaricato nelle Università di Cagliari e Macerata. Per un quinquennio ordinario di Lingua e letteratura italiana a Ginevra. Infine, prima del definitivo approdo a Roma, ordinario a Genova e all’Aquila, dove è stato anche preside di Facoltà. Tra le sue opere in volume meno lontane nel tempo si possono ricordare: Metamorfosi dell’orto e altri scritti montaliani, Bonacci, Roma 1985 (esaurito); Nostro Ungaretti, Studium, Roma 1988; Trittico pascoliano, Bulzoni, Roma 1989; Verga e D’Annunzio, seconda edizione interamente ristrutturata, Studium, Roma 1992 (alla prima edizione erano stati conferiti il premio “G. D’Annunzio” a Pescara e il premio “G. Verga” a Catania); Dialetti in Parnaso (dedicato ad alcuni tra i maggiori poeti in dialetto), Giardini, Pisa 1992; Letteratura come amicizia, Bulzoni, Roma 1996; Luoghi di Ungaretti, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1988, “Pas-de-deux” per la poesia di Alberto Caramella, Vecchiarelli, Manziana 2000, scritto in collaborazione “amebea” con la consorte Noemi Paolini, con la quale ha di recente pubblicato un molto impegnativo e combattivo libro “a due voci”, Ungaretti ‘verticale’, Bulzoni, Roma 2000, che mette in luce la piena legittimità e la centralità dell’istanza religiosa nella poesia di Ungaretti; La parola trascesa e altri scritti, Vecchiarelli, Manziana 2000, indaga la parola poetica che aspira a trascendersi in leggerezza e luce (in Petrarca, Ungaretti, Luzi) e la multiforme presenza di Orfeo. L’avventura del sogno, Stango editore, Roma 2002, è una sorta di singolare “sinfonia onirica” che collega interpretazioni di sogni, testi letterari e memorie. In preparazione un nuovo volume su Montale. A uno dei maggiori dialettali del Novecento è dedicato Albino Pierro grande lirico, Genesi Editrice, 2003. Gioia dell’interpretare. Motivi, Stile, Simboli, Carocci editore, Roma 2006, ripercorre i momenti essenziali dell’incontro fra linguistica e interpreta testi esemplari di Leopardi, Verga, Ungaretti e Gadda. Nel 2007 appare Belli e Roma. Tra Carnevale e Quaresima, Edizioni Studium, Roma. In corso di pubblicazione Abitare poeticamente la terra.
Non vanno dimenticate, frutto di antico irriducibile amore, diverse pagine e lecturae dantesche: alcune letture di canti danteschi vengono pubblicati in opuscoli accompagnati da un CD con la lettura a voce. La sua attività interpretativa, fondata sul richiamo continuo alla presenza del testo col suo vivo e dinamico universo di segni, si muove su piani diversi e convergenti: stilistico, semantico, simbolico. E l’itinerario dell’opera rappresenta, per l’autore come per l’interprete, un cammino di conoscenza. Sempre di più, in tempi recenti, lo studioso affianca alle pagine propriamente interpretative e critiche più libere pagine di cordiale riflessione e memoria, alle quali si addice la formula “letteratura come amicizia” che dà il titolo a uno dei suoi libri, uno di quelli che gli sono più cari. Col passar degli anni cerca di mettere a punto meglio che può uno stile critico affabile e non seriosamente accademico, e tuttavia il più possibile pertinente, anche o soprattutto per “sintonia”, ai testi esaminati e ai problemi di metodo che di volta in volta emergono.(dal sito http://www.genesi.org/catalogo_scrittori~id_autore~361.htm)   (S.B)

 
LE ULTIME SUL PREMIO ELBA PRIMA DELLA SERATA FINALE
PORTOFERRAIO. Tappe di avvicinamento alla serata di premiazione del premio letterario internazionale isola d'Elba, prevista per il 14 giugno a Capoliveri, in piazza Matteotti alle 21. Il Comitato promotore ha esaminato le schede di votazione ed emergerà il nome del vincitore della trentaseiesima edizione. Intanto Emerico Giachery, una delle colonne portanti della giuria letteraria del concorso isolano, si prepara a presentare il suo nuovo libro, tale manifestazione è prevista per venerdì 13 giugno alle 21.30 al De Laugier di Portoferraio. Non solo, Stefano Masciarelli e la sua band mettono a punto l'evento conclusivo. Il noto attore comico e showman, sarà il conduttore animatore dell'appuntamento culturale isolano più atteso dell'anno, e di certo prepara ogni dettaglio della cerimonia che designerà l'erede di Bijan Zarmandili, il trionfatore del 2007 con "L'estate è crudele"(Feltrinelli). Prima dell'incontro conclusivo, al mattino, presso il Grand Hotel Elba International, alle ore 11, è prevista la rituale conferenza stampa per dire ufficialmente dell'esito del concorso letterario. Longo, Livaneli e Echenoz, rispettivamente autori di"Dieci" Adelphi), "Felicità"(Gremese) e "Ravel"(Adelphi), attendono il verdetto, come del resto tutto l'ambiente culturale isolano, italiano ed europeo. Alberto Brandani, presidente della giuria e Icilio Disperati presidente del Comitato, annunceranno l'esito delle votazioni.
Lo staff  gestionale è quindi pronto a gestire questi ultimi tre momenti e di particolare interesse si annuncia l'incontro dedicato a Giachery, da molti anni membro permanente della giuria letteraria del premio Elba. Sarà illustrata una ennesima pubblicazione del professore, intitolata "Abitare poeticamente la terra" edita da Lumières Internationales.Un saggio poetico di riflessione sui grandi temi della bellezza e dell'amore, a tratti introspettivo e autobiografico,ed a presentare il docente interverranno Giuseppe Battaglini, storico ed ex dirigente del settore cultura del Comune di Portoferraio, Licia Baldi già professoressa di greco e latino al liceo Foresi e Alberto Risaliti, direttore di “Isole di Toscana Magazine”. L'incontro è aperto al pubblico e in caso di maltempo si svolgerà presso il Grand Hotel Elba International di Capoliveri.
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E vediamo le caratteristiche di questa nuova pubblicazione riprendendo alcune recensioni.
Un saggio poetico di riflessione sui grandi temi della bellezza e dell'amore, a tratti introspettivo e autobiografico, garbato canto della memoria e testimonianza di ricerca di un'arte del vivere intesa soprattutto come pietas verso la vita, prende l'avvio da un probabile passo di Hölderlin "poeticamente abita l'uomo su questa terra" citato e commentato da Heidegger nel suo noto saggio "Hölderlin e l'essenza della poesia". L'autore del singolare testo è professore emerito di Letteratura italiana moderna e contemporanea dell'Ateneo romano, ha insegnato presso l'Università di Ginevra ed è un raffinato intellettuale che per tutta la vita ha interpretato testi letterari e poetici dando il massimo rilievo alle problematiche della parola scritta. Emerico Giachery, grande viaggiatore sempre alla ricerca di "paesi con l'anima" e dei luoghi abitati dai poeti, ha pubblicato monografie su Verga e su alcuni dei più grandi poeti italiani (Pascoli, D'Annunzio, Ungaretti, Montale) occupandosi anche della grande poesia in dialetto del Belli e di Albino Pierro.  (elaborazione dal sito http://www.unilibro.it/f)

Dal professor Emerico Giachery viene una preziosa novità editoriale, nella quale si fa riferimento alla Fede Bahá’í. Il libro in questione ha per titolo: “Abitare poeticamente la terra” - Carpena Edizioni Lumières Internationales Lugano. Con questo volume la casa editrice inaugura la collana “Poeticamente”, attraverso la quale si vuol dare corpo a quelli che Emerico Giachery chiama i “paesi dell’anima”.Breve estratto della citazione a pagina 169, capitolo intitolato “Luce di cortesia, musica di tenerezza”: “Ho sempre apprezzato il fatto che ai seguaci della fede bahá’í (una religione di tendenza ecumenica predicata nell’Ottocento in Persia da Bahá’u'lláh e ora diffusa in tutto il mondo) la pratica universale della cortesia venga prescritta addirittura nei testi sacri. Con la sua fiorita eloquenza orientale, Bahá’u'lláh insiste in esortazioni su questo tema: “sii degno della fiducia del tuo vicino e trattalo con viso sorridente e amorevole” (…)”.Non è la rima volta che il professor Emerico Giachery scrive della Fede Bahá’í. Anche nel volume “La vita che da barlumi”, alla pagina 107, del capitolo “Due virtù”, riporta analoghi elogi della Bellezza Benedetta e della Sua Rivelazione divina.
UNA BIOGRAFIA DI EMERICO GIACHERY

Emerico Giachery, ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea nella Facoltà di Lettere di Roma Tor Vergata, ora a riposo, pur continuando a mantenere frequenti contatti con gli studenti. Dopo la laurea a Roma, assistente alla cattedra di Alfredo Schiaffini, suo maestro amatissimo; poi lettore di lingua italiana a Nancy e a Berna. Dopo aver conseguito la libera docenza in letteratura italiana, professore incaricato nelle Università di Cagliari e Macerata. Per un quinquennio ordinario di Lingua e letteratura italiana a Ginevra. Infine, prima del definitivo approdo a Roma, ordinario a Genova e all’Aquila, dove è stato anche preside di Facoltà. Tra le sue opere in volume meno lontane nel tempo si possono ricordare: Metamorfosi dell’orto e altri scritti montaliani, Bonacci, Roma 1985 (esaurito); Nostro Ungaretti, Studium, Roma 1988; Trittico pascoliano, Bulzoni, Roma 1989; Verga e D’Annunzio, seconda edizione interamente ristrutturata, Studium, Roma 1992 (alla prima edizione erano stati conferiti il premio “G. D’Annunzio” a Pescara e il premio “G. Verga” a Catania); Dialetti in Parnaso (dedicato ad alcuni tra i maggiori poeti in dialetto), Giardini, Pisa 1992; Letteratura come amicizia, Bulzoni, Roma 1996; Luoghi di Ungaretti, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1988, “Pas-de-deux” per la poesia di Alberto Caramella, Vecchiarelli, Manziana 2000, scritto in collaborazione “amebea” con la consorte Noemi Paolini, con la quale ha di recente pubblicato un molto impegnativo e combattivo libro “a due voci”, Ungaretti ‘verticale’, Bulzoni, Roma 2000, che mette in luce la piena legittimità e la centralità dell’istanza religiosa nella poesia di Ungaretti; La parola trascesa e altri scritti, Vecchiarelli, Manziana 2000, indaga la parola poetica che aspira a trascendersi in leggerezza e luce (in Petrarca, Ungaretti, Luzi) e la multiforme presenza di Orfeo. L’avventura del sogno, Stango editore, Roma 2002, è una sorta di singolare “sinfonia onirica” che collega interpretazioni di sogni, testi letterari e memorie. In preparazione un nuovo volume su Montale. A uno dei maggiori dialettali del Novecento è dedicato Albino Pierro grande lirico, Genesi Editrice, 2003. Gioia dell’interpretare. Motivi, Stile, Simboli, Carocci editore, Roma 2006, ripercorre i momenti essenziali dell’incontro fra linguistica e interpreta testi esemplari di Leopardi, Verga, Ungaretti e Gadda. Nel 2007 appare Belli e Roma. Tra Carnevale e Quaresima, Edizioni Studium, Roma. In corso di pubblicazione Abitare poeticamente la terra.
Non vanno dimenticate, frutto di antico irriducibile amore, diverse pagine e lecturae dantesche: alcune letture di canti danteschi vengono pubblicati in opuscoli accompagnati da un CD con la lettura a voce. La sua attività interpretativa, fondata sul richiamo continuo alla presenza del testo col suo vivo e dinamico universo di segni, si muove su piani diversi e convergenti: stilistico, semantico, simbolico. E l’itinerario dell’opera rappresenta, per l’autore come per l’interprete, un cammino di conoscenza. Sempre di più, in tempi recenti, lo studioso affianca alle pagine propriamente interpretative e critiche più libere pagine di cordiale riflessione e memoria, alle quali si addice la formula “letteratura come amicizia” che dà il titolo a uno dei suoi libri, uno di quelli che gli sono più cari. Col passar degli anni cerca di mettere a punto meglio che può uno stile critico affabile e non seriosamente accademico, e tuttavia il più possibile pertinente, anche o soprattutto per “sintonia”, ai testi esaminati e ai problemi di metodo che di volta in volta emergono.(dal sito http://www.genesi.org/catalogo_scrittori~id_autore~361.htm) se a me sembri nulla serve

 
MASCIARELLI A CAPOLIVERI PER LA SERATA FINALE DEL PREMIO ELBA

PORTOFERRAIO. Stefano Masciarelli, noto attore comico, doppiatore e showman tv, accompagnato dalla sua Band, sarà il conduttore-animatore della serata conclusiva del premio letterario Isola d'Elba. Per il concorso di caratura internazionale, dedicato alla memoria di Raffaello Brignetti, scende in pista Masciarelli, o meglio scende in piazza Matteotti a Capoliveri, sabato 14 giugno alle 21. L'evento proclamerà e festeggerà il vincitore numero 36 del premio. "Una scelta azzeccata quella dell'attore comico,- commenta Icilio Disperati, presidente del Comitato promotore- fatta d'intesa con Alberto Brandani presidente della giuria. Lo abbiamo voluto per avere un personaggio in grado di dare ritmo e qualità all'evento finale, sostenuto dal Monte dei Paschi di Siena e dagli Enti locali, tra cui il Comune di Portoferraio, l'Associazione albergatori, l'Apt, la Provincia e altri". La vittoria andrà a Echenoz, oppure a Livaneli o Longo, rispettivamente autori dei testi "Ravel"(Adelphi), "Felicità"(Gremese), "Dieci"(Adelphi). I tre finalisti sono in attesa di sapere il verdetto dei 60 giurati, 45 giudici lettori e 15 della giuria tecnica, che entro il 5 giugno consegneranno le schede di votazione, da aprire poi davanti ad un pubblico ufficiale . L'attore scelto ha partecipato a film celebri, ha doppiato personaggi di cartoon, diverse le sue apparizioni in televisione come a "Domenica in", "Ballando con le stelle" e la sua carriera prese il via grazie ad una riuscita imitazione di Gianni Agnelli. Impegnato anche nel teatro, è stato testimonial di diverse campagne pubblicitarie. A Capoliveri presenterà la serata e avrà al suo fianco la celebre madrina del concorso isolano, Maria Grazia Cucinotta. Con Masciarelli, ad animare l'evento, anche otto maestri d'orchestra e una corista, vale a dire la sua Band con la quale gira costantemente l'Italia con vari spettacoli.

 
IL TERZO FINALISTA, LIVANELI

FELICITA', IL ROMANZO DELLA SPERANZA
Icilio Disperati, manager del Premio Elba, ha contattato più volte lo scrittore turco, Omer Zulfu Livaneli, autore di "Felicità" (Gremese). Lo ha invitato al "Caffè letterario", iniziativa che sta riscuotendo un crescente successo. "Un evento che consente - ha detto il direttore dell'Apt -di dialogare pubblicamente con i finalisti del Premio letterario dedicato alla memoria di Brignetti. Personaggi di livello internazionale. Una occasione di crescita culturale per il nostro territorio, vista anche la partecipazione di scolaresche ". Ma Livaneli non ce l'ha fatta a partecipare in questo maggio napoleonico. Sarà presente all'Elba solo nel caso conquisti la vittoria. Cosa che potrebbe essere possibile, stando ai sondaggi presenti nel sito del concorso elbano. Il turco se la vede con gli altri due scrittori arrivati alla selezione finale. La votazione on line registra preferenze ora per lo scrittore di Ankara, ora per l'ischiano Longo che ha firmato "Dieci" (attualemnte in testa l'italiano), a seguire Echenoz autore di "Ravel". Ma il sondaggio ha un valore relativo e la decisione reale verrà dalla votazione del 5 giugno, fatta dai  45 giudici-lettori e dai 15 membri della giuria letteraria, presieduta da Alberto Brandani.
" Il libro dello scrittore turco- commenta Disperati- è di particolare qualità, come del resto lo sono gli altri finalisti. Il romanzo dice, in estrema sintesi, di una sorta di rivincita del progresso, su assurde tradizioni secolari. L'autore denuncia con forza il bisogno del suo popolo, di uscire da situazioni che niente hanno a che fare con la giustizia e la democrazia". Ma vediamo, in breve, di cosa tratta il romanzo di Livaneli.

 

IL ROMANZO DI LIVANELI
Meryem ha quindici anni. Nella Turchia musulmana più retrograda, è violentata dallo zio, leader religioso del paese. Per il costume locale lei è la colpevole ed è tenuta prigioniera in una baracca per giorni, nell’attesa che trovi la forza di impiccarsi, per salvare l’onore della famiglia. Ma lei non cede. Cemal, il cugino della giovane, viene scelto come suo carnefice. Il delitto dovrà accadere durante un “viaggio a Istanbul”,  per lei senza ritorno. Questa volta il rituale non si compie. Arrivati in città, i due giovani scoprono una realtà cosmopolita nella quale le ragazze hanno tolto il velo e i figli non obbediscono ai genitori. Cemal perde le sue certezze e non riesce ad uccidere la ragazza. La conduce verso la costa turca dove incontrano Irfan. Un uomo colto che ha studiato ad Harvard, e ora insegna. Ha successo, ma rinnega una cultura turca tradizionale in cui non si riconosce. Decide di abbandonare tutto, e parte per un viaggio sulla sua barca e conosce i due ragazzi, ai quali offre di lavorare a bordo. L’incontro modificherà in maniera irreversibile le vite dei tre personaggi. Per Meryem: comincerà il tempo del riscatto, grazie agli insegnamenti del professore, capaci di aprirle un mondo completamente nuovo.. Felicità è stato tradotto in Francia, negli Stati Uniti, in  Svezia e altrove. Una parabola sulla presa di coscienza individuale, ma è anche il grande affresco di un paese in trasformazione, in un incerto equilibrio tra Oriente e Occidente, spiritualità e laicità, tradizioni arcaiche e ambizioni moderniste.  Una ragazzina inconsapevole, un soldato abbrutito dalla violenza, un intellettuale in crisi: tre destini che si incrociano per raccontare le diverse anime della Turchia di oggi.

 

LA CARTA D'IDENTITA' DELL'AUTORE
Nato ad Ankara sessant’anni fa, Livaneli è un artista eclettico. Come scrittore ha all’attivo quattro romanzi tradotti in 11 lingue in tutto il mondo, un volume di racconti e saggi di argomento politico. Come musicista ha composto più di 300 canzoni, con collaborazioni con Joan Baez, Mikis Theodorakis a Zubin Metha, e ha vinto un premio Tenco. Ha all’attivo tre film da regista, uno dei quali prodotto da Wim Wenders e ha vinto vari premi in diversi festival internazionali. Un discorso a parte merita l’attività politica: dopo aver conosciuto il carcere per le sue battaglie per i diritti umani, Livaneli ha abbandonato la Turchia, peregrinando tra Francia, Grecia e Svezia, ma vi ha fatto ritorno per rinnovare il suo impegno a favore della pace e della coesistenza tra i popoli. Ha fondato il Comitato per l’amicizia greco-turca, il Movimento per la pace turco-curda e, nei numerosi forum e associazioni internazionali di cui fa parte, ha lavorato a stretto contatto con Michail Gorbaciov ed Elie Wiesel. Attualmente è deputato al Parlamento turco, eletto nel Partito popolare repubblicano, e ambasciatore dell’Unesco.

 

(s.b)
notizie elaborate dal sito: www.gremese.com

 
A MASCIARELLI E LA SUA BAND LA CONDUZIONE DELLA SERATA FINALE DEL PREMIO ELBA

PORTOFERRAIO. Stefano Masciarelli, noto attore, comico e doppiatore, accompagnato dalla sua Band, sarà il conduttore-animatore della serata conclusiva del premio letterario Isola d'Elba, concorso di caratura internazionale dedicato alla memoria di Raffaello Brignetti. Scenderà in pista o meglio in piazza Matteotti a Capoliveri alle 21.30 della 14 giugno prossimo, nell'evento che definirà il vincitore numero 36 del premio che ha per madrina Mara Grazia Cucinotta. "Una scelta azzeccata- commenta Icilio Disperati, presidente del Comitato promotore- fatta d'intesa con Alberto Brandani presidente della giuria. Abbiamo scelto Masciarelli per avere un personaggio in grado di dare ritmo e lustro alla serata finale, sostenuta dal Monte dei Paschi di Siena e dagli Enti locali, tra cui il Comune locale, l'Aee, la Provincia e altri". La vittoria andrà a Echenoz, oppure a Livaneli o Longo, rispettivamente autori dei testi "Ravel"(Adelphi), "Felicità"(Gremese), "Dieci"(Adelphi). I tre finalisti sono in attesa di sapere il verdetto dei 60 giurati, al lavoro in questi giorni, 45 giurati lettori più 15 membri della giuria letteraria. Masciarelli ha partecipato al film celebri, ha doppiato personaggi di cartoon, diverse le sue apparizioni in tv come a "Domenica in", "Ballando con le stelle" e la sua carriera prese il via grazie ad una riuscita imitazione di Gianni Agnelli. Impegnato anche nel teatro e testimonial di diverse campagne pubblicitarie, a Capoliveri presenterà la serata e avrà al suo fianco la madrina del concorso isolano, Maria Grazia Cucinotta. Con lui,  ad animare l'evento, otto maestri d'orchestra e una corista, vale a dire la sua Band con la quale gira costantemente l'Italia con vari spettacoli.

 
ANDREJ LONGO, 10 STORIE NEL NAPOLETANO

NAPOLI LA PUNTA DELL'ICEBERG DEI MALI ITALIANI

PORTOFERRAIO. Andrej Longo, finalista al premio Brignetti, circondato da studenti al De Laugier. Una trentina, oltre ai giudici lettori, ma anche Danilo Alessi, presidente della Cm, la dirigente Grazia Battaglini dell'Itcg Cerboni, docenti tra cui Frola, Catuogno, Cignoni, giornalisti come Rizzoli, Scelza e altri. Ma soprattutto scolaresche delle superiori e la 3g della media Pascoli. "Piacevole questa presenza marcata di giovani" ha detto lo scrittore di Ischia. Un Longo apparso portavoce della gente comune, costretta a subire i malesseri del mondo contemporaneo. Un oratore instancabile, spontaneo; una capacità comunicativa ricca di spunti a 360 gradi. Ha parlato del degrado sociale di questa Italia di cui Napoli è la punta emergente, come ha detto nel suo testo "Dieci" dell'editore Adelphi. Uno dei volumi giunto in finale nel premio letterario isola d'Elba. "Tutto il sistema è malato, -ha sottolineato - come dico col mio nuovo libro; quello che succede a Napoli accade ovunque, purtroppo". A suo agio lo scrittore, nel chiostro dell'ex convento francescano, sotto lo svolazzare di piccioni, accompagnato dal rintocco delle campane. Valido quindi il "Caffè letterario", l'evento voluto dal Comitato promotore del premio dallo scorso anno: un modo per far conoscere i libri migliori, prima della decisione finale; la sentenza che attribuirà la vittoria della trentaseiesima edizione. Uno dei tre libri finalisti sarà l''erede dell'iraniano Bijan Zarmandili, trionfatore nel 2007 con "L'estate è crudele"(Feltrinelli).
Giorgio Barsottti con Longo (a destra)Giorgio Barsotti, vice presidente del Comitato retto da Disperati, ha presentato e intervistato lo scrittore."Incontriamo un isolano come noi-ha detto l'ex docente del liceo scientifico Foresi-e il suo libro ha già ricevuto il premio narrativa Bergamo e il Bagutta. Dieci è strutturato in altrettanti racconti, come 10 sono i comandamenti. Regole che nel napoletano spesso non possono essee rispettate perchè prevale una vita quotidiana colpita da varie tragedie. Un linguaggio duro, quello di Longo, diretto, schietto e con abbondante e azzeccato uso del dialetto. Una tematica del tutto diversa da Ravel,     , dall'altro finalista francese, Echenoz".

 

Ma il romanzo lancia una speranza, ha detto Longo: acquisendo una nuova consapevolezza anche chi è in difficoltà potrà sperare in un futuro migliore."Ho voluto dare voce- ha evidenziato - a tanti casi umani a rischio. La società se fosse davvero unita potrebbe riuscire a cambiare le cose". Dopo l’introduzione di Barsotti, Longo ha fatto notare che diversi personaggi del testo li ha conosciuti personalmente, un fatto che rende particolamente autentico il suo volume. "Mi devo complimentare per questi incontri con il pubblico - ha concluso - ho potuto dialogare anche con gli studenti. Questo impegno è un'altra testimonianza della vitalità dell'Elba e della Toscana".  Livaneli. il turco, terzo finalista con "Felicità"(Gremese), non potrà partecipare al "Caffè letterario", ha fatto notare Barsotti, e quindi le giurie sono ora al lavoro per scegliere il vincitore, da celebrare il 14 giugno a Capoliveri, presente la madrina dela manifestazione, Maria Grazia Cucinotta.

 
Venerdì la presentazione di "Dieci"

IL ROMANZO DI ANDREJ LONGO SULLE TANTE "GOMORRE" DI TUTTI I GIORNI
Venerdì alle ore 17,30, Andrej Longo presenta il suo terzo libro, “Dieci” (Adelphi) a Portoferraio, nel chiostro del centro culturale De Laugier.
Longo è uno dei tre finalisti del premio letterario Isola d'Elba – Raffaello Brignetti (www.premioletteraioelba.it ), premiazione del vincitore il 14 giugno a Capoliveri). L'autore si fa notare per l'efficace scrittura, tagliente e verosimile, con la quale trasmette al lettore la quotidianità della vita (e più spesso della morte) del lumpen proletariato napoletano.

Dieci piccole storie - comandamenti con la densità del piombo; per dare un'idea se ne possono ricordare tre: “Onora il padre e la madre” vede un ragazzino, affranto dal dolore, mettere fine alle sofferenze della madre malata terminale esclamando"perché qualcuno doveva farlo", “perché ci sta un limite a tutto"; “Non commettere atti impuri” con una ragazzina tredicenne, messa incinta dal patrigno, racconta solo a un gatto di nome Monnezza cosa significhi abortire il figlio frutto delle violenze quotidiane ed infine “Non rubare”, tratta di un malavitoso rampante, al cospetto del quale tutti devono abbassare lo sguardo, il quale un giorno si accorge di non riuscire a sostenere quello sprezzante di un povero vecchio al quale ha rapinato la pensione.

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Successo del primo incontro col finalista Echenoz
PORTOFERRAIO. “Ravel fumava Goluase, aveva un’auto francese e raggiunse l’America con la nave France. Indicazioni, nel suo libro, iperfrancesi, perchè?”. “Ha preferito scrivere del periodo della malattia, invece dei momenti migliori della carriera di Ravel, come mai?”. E ancora ” Perchè ha scritto il testo al presente?”. Domande incalzanti e argute degli studenti della scuola media Pascoli, dell' Isis Foresi, rivolte allo scrittore transalpino Jean Echenoz, autore di Ravel (Adelphi), volume finalista del Premio letterario Elba, presente al De Laugier. Un evento diretto da Icilio Disperati, presidente del Comitato promotore del concorso elbano, davanti ad un folto pubblico, tra cui giudici popolari, insegnanti, politici, giornalisti, ed in sala anche Antonini presidente dell'Associazione Albergatori.
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Studenti giudici della fase finale del Premio Elba
PORTOFERRAIO. Anche gli studenti a tu per tu con i letterati. Una chance offerta per il secondo anno dal Premio Elba intitolato alla memoria di Raffello Brignetti. Ragazzi e i rispettivi insegnanti potranno essere anche loro tra il pubblico come giudici-lettori, al De Laugier, oggi (16.5) alle 17 e 30. Incontreranno il francese Jean Echenoz uno dei tre finalisti dell'edizione 2008 del concorso creato nel lontano 1962. Uno specifico progetto voluto dagli organizzatori del Premio, anche per favorire lo sviluppo culturale dei giovani.
I primi ad aderire sono stati gli allievi della Pascoli, con una classe di Luigi Cignoni e un altro gruppo guidato dalla vicaria Laura Valentini. Dopo la scuola di viale Elba altri studenti hanno scelto di essere presenti nel chiostro dell'ex Caserma, dove chiunque potrà scoprire ogni dettaglio di Ravel (Adelphi) il romanzo scritto dal transalpino.
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Facciamo conoscenza con i Finalisti

IL PREMIO LETTERARIO ENTRA NEL VIVO: SI PARTE CON JEAN ECHENOZ
L’edizione 36 del Premio Letterario Isola d'Elba Raffaello Brignetti entra nel vivo con la presentazione al pubblico dei tre finalisti, in vista della premiazione del 14 giugno.

Apre il “Caffè letterario”, uno degli eventi del progetto “Elba Isola dell'Imperatore” al Centro De Laugier. Si comincia con Jean Echenoz, autore di “Ravel”(Adelphi). L'appuntamento per conversare con lo stimato vincitore di un Premio Goncourt (con “Me ne vado”) e del Prix Medicis (con “Cherokee”) è per venerdì 16 maggio, alle ore 17 e 30.

Autore molto amato dai lettori per il suo stile raffinato ed ironico, Echenoz utilizza questa cifra stilistica anche per il suo ultimo lavoro, offrendoci la possibilità di sbirciare nella quotidianità di Joseph-Maurice Ravel, uno dei musicisti più importanti a cavallo tra Ottocento e Novecento, consentendo al lettore di vivere “in diretta”, tra le altre cose, le fasi della creazione dello straceleberrimo Bolèro.

L’autore francese (di Orange, vicino Avignone) resta all' Elba anche il giorno dopo, sabato 17, incontrando di nuovo - alle 18 e 30 - i lettori presso la Libreria “Il Libraio” a Portoferraio. Le iniziative di presentazione dei libri finalisti (venerdì 23 e sabato 24 con le stesse modalità sarà l'ora di Andrej Longo, con “Dieci”) sono organizzate con il contributo del Comune di Portoferraio e all'Apt dell'Arcipelago, con la collaborazione di Regione Toscana, Provincia di Livorno. 

(da tenews)

 
CONVEGNI INTERNAZIONALI PER RODOLFO DONI IDEATORE DEL PREMIO ELBA
MARINA DI CAMPO. Franco Zangrilli, della City University of New York, ha aperto un convegno internazionale sulla figura di Rodolfo Doni, giornalista e scrittore, elbano d'adozione, ideatore del Premio letterario isola d'Elba, vincitore del Campiello, del Premio Estense, designato Scrittore Toscano dell'anno 2007. L'evento si è tenuto a Firenze, nella Chiesa San Jacopo di via Faenza, il 25 febbraio. Doni, dal 1949, passa molti mesi, ogni anno, nella sua casa di Marina di Campo e dall'amore per il territorio isolano, nacque nel 1962, il Premio letterario Elba, progettato insieme a Geno Pampaloni e altri letterati, nonché con il sostegno di uomini di cultura tra cui Mario Pompei Scelza, allora presidente dell'Ente valorizzazione Elba. L'incontro ha avuto per titolo "Spiritualità e storia nell'opera di Rodolfo Doni" e l'iniziativa, che ha ricevuto un messaggio augurale dal Papa, è stata promossa dall'Istituto Lorenzo de' Medici, con il patrocinio del Comune di Firenze. Al meeting sono stati presenti relatori di spicco tra cui Bartolomeo Sorge e Ferdinando Castelli, e altri personaggi che hanno analizzato la carriera di Rodolfo Doni, autore anche de La doppia Vita (Oscar Mondadori), Medjugorje (Mondadori), Memoria per un figlio (Premio Estense), Muro d'Ombra (Premio Selezione Campiello), Dialogo sull'Aldilà, Servo Inutile (Polistampa). Fresco di stampa Conversione edito da Mauro Pagliai Editore che è stato presentato nell'occasione. A seguire, il giorno 27, l'analisi sullo scrittore elbano è proseguita a Roma, per volontà dello stesso Editore, presso la Comunità di Sant’Egidio, alla presenza di Monsignor Angelo Comastri, Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, presente per rendere omaggio al più grande scrittore cattolico vivente. (s.b)
 
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Bando Edizione 2020

Il Volume storico del Premio Letterario Internazionale Isola d'Elba - R. Brignetti

 

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